Via libera dal Senato al decreto Semplificazioni. Palazzo Madama ha votato la fiducia con 157 voti favorevoli. I no sono stati 82, un solo senatore astenuto. Il testo passa all’esame della Camera. Tra le novità c’è che il nulla osta della commissione Bilancio del Senato al decreto è condizionato alla soppressione di alcune norme tra cui quella ribattezzata ‘sblocca-consulenze‘ per professioni e ricercatori. Misura che già ieri era stata motivo di mal di pancia all’interno della maggioranza e che aveva visto critici anche alcuni ordini professionali. “Dopo aver assistito attoniti alle caotiche discussioni dell’opposizione che era riuscita a far passare contro il nostro parere un emendamento della Lega che favoriva l’attività di consulenza esterna dei docenti universitari a discapito della docenza, oggi siamo lieti del suo stralcio da parte della Ragioneria Generale dello Stato. Ovviamente ci siamo immediatamente attivati per scongiurare il passaggio nel maxi emendamento e ce l’abbiamo fatta. La norma è stata depennata dal testo definitivo in approvazione al Senato. Resta ferma la nostra opposizione nel merito dei contenuti di questa previsione che danneggerebbe la docenza universitaria pubblica in favore dei privati”, scrivono in una nota gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in Commissione Istruzione.

Via la norma sul competenze linguistiche per medici a Bolzano – Bocciata anche la proposta che sottoponeva alla Valutazione di impatto ambientale (Via) e partecipazione dei cittadini anche gli elettrodotti marittimi. Lo stesso vale per la riattivazione di incentivi per impianti eolici. Stralciata dala presidente Elisabetta Casellati la norma inserita in Commissione che consentiva la sufficienza del tedesco come lingua di accesso alle professioni mediche nella Provincia di Bolzano. La norma, contenuta in un emendamento della capogruppo della Svp Julia Unterberger, è stata dichiarata improponibile e quindi stralciata per estraneità all’oggetto del decreto.

I NUMERI: LA MAGGIORANZA TIENE – La soppressione delle norme della discordia non è l’unica buona notizia per la maggioranza. La fiducia, infatti, è passata senza alcuna fibrillazione sui numeri in Senato. Dalla lettura dei tabulati, infatti, emerge che tra i parlamentari di M5S-Pd-Iv che sostengono il governo, erano assenti solo sei senatori, ma tutti giustificati. Dopo le vistose assenze alla Camera sul decreto Covid, ieri sul voto finale e l’altro ieri sulla fiducia, gli occhi oggi erano puntati sull’Aula di Palazzo Madama. Ebbene al momento dell’appello nominale non hanno risposto solo Rosa Abate e Sergio Romagnoli di M5s, Davide Faraone di Iv, nonché i dem Francesco Giacobbe, Vanna Iori e Roberto Rampi. I primi cinque risultano in congedo, quindi giustificati anche ufficialmente, mentre Rampi figura nell’elenco degli assenti ma aveva avvertito il gruppo del Pd ricevendone l’autorizzazione. Infine Meinhard Durnwalder della Svp si è astenuto, mentre gli altri due suoi colleghi di partito, Julia Unterberger e Dieter Steger, hanno votato a favore della fiducia. Assenti giustificati anche alcuni senatori del gruppo Misto che normalmente votano con la maggioranza: Adriano Cairo (Maio) Gregorio De Falco, Elena Fattori, Luigi di Marzio. Non hanno preso parte alla votazione anche i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre, Giorgio Napolitano, Renzo Piano e Carlo Rubbia (questi ultimi molto raramente votano in Aula). In tutto, tra congedi e assenze non giustificate, i senatori non presenti sono stati 78 e di questi molti appartenenti al centrodestra, tra cui Matteo Salvini impegnato in campagna elettorale. Ecco quali sono i provvedimenti principali del decreto

RIGENERAZIONE URBANA – La norma che avrebbe dovuto accelerare e facilitare gli interventi di edilizia privata e di ricostruzione nelle città ha subito una battuta d’arresto. Un emendamento della senatrice Loredana De Petris (Leu), infatti, ne ha limitato la portata inserendo dei paletti che di fatto escludono non solo i centri storici in genere indicati dalle ‘zone A’ nei piani regolatori, ma anche in tutte quelle zone classificate come ‘omogenee A’.

ACCESSIBILITÀ ONLINE – Il decreto Semplificazioni prevede una serie di norme anche per quel che riguarda il web. Gli emendamenti introdotti al testo riguardano in primis l’allargamento della platea delle imprese obbligate a rendere accessibili ai disabili i propri siti internet, nonché che il codice che disciplina le modalità di sviluppo dei progetti digitali delle amministrazioni pubbliche, debba rispettare “il principio di non discriminazione dei diritti e delle libertà fondamentali”.

BICICLETTE E CODICE DELLA STRADA – Importanti novità anche per il codice della strada. Arriva infatti la ‘strada urbana ciclabilè con un limite tassativo di velocità a 30 km orari e priorità ai ciclisti nella circolazione. Non solo, vengono infatti introdotte le ‘corsie ciclabili a doppio senso ciclabilè nelle strade a senso unico con limite massimo pari 30Km ed è prevista infine la realizzazione della ‘casa avanzatà (in parole povere uno spazio riservato e dedicato esclusivamente alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli ai semafori o agli incroci, per garantire maggior sicurezza a chi è in sella alle due ruote).

APPALTI – E’ passato un emendamento, suggerito dal ministero dell’Ambiente, che amplia da 30 a 45 giorni il tempo per i dibattiti pubblici collegati ai procedimenti di Via delle opere pubbliche. Permangono invece l’allungamento dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 del termine del periodo in cui sono possibili le procedure veloci per le opere pubbliche; l’obbligo di pubblicità anche per le procedure negoziate; l’accesso per le Ati alle procedure negoziate, la diminuzione da 150 a 75mila euro della soglia per gli affidamenti diretti dei servizi di progettazione.

ZONE TERREMOTATE – Sarà più facile ricostruire nelle zone terremotate anche nelle aree soggette a vincolo. Gli interventi su edifici privati in parte o totalmente danneggiati, crollati o comunque soggetti ad ordinanza di demolizione, potranno essere in ogni caso realizzati senza obbligo di speciali autorizzazioni ma con Scia edilizia (e cioè quel documento rilasciato da un tecnico abilitato che certificata i lavori che non rientrano né in edilizia libera né in quella soggetta a permesso di costruire).

GLI STADIL’emendamento fortemente voluto dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, approvato grazie al sostegno decisivo del centrodestra, consentirà di accelerare anche gli interventi di ristrutturazione o rifacimento ex novo degli impianti sportivi italiani, superando alcune prescrizioni paesaggistiche e culturali che richiedono l’ok della sovrintendenza (queste ultime se reputano necessaria la tutela di alcuni “specifici elementi”, possono comunque dare indicazioni in tal senso ma secondo tempi contingentati). La norma punta ad adeguare gli impianti a “standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche”.

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