Ha dichiarato da mesi guerra al voto per posta e la sua battaglia prosegue in North Carolina, dove ha esplicitamente chiesto agli elettori di commettere un reato. In pratica, Donald Trump li ha invitati a sottoporre a “stress test” il sistema, andando a votare due volte: una per posta e una di persona, per verificare se la scheda spedita sia stata o meno conteggiata. Un’azione che, se compiuta intenzionalmente, è illegale. Il presidente renderebbe così responsabili i suoi sostenitori di frode elettorale, che lui stesso denuncia quando attacca il voto per posta. “Se il loro sistema è buono come dicono, allora ovviamente non potranno votare (una volta al seggio per il secondo voto, ndr). In caso contrario, potranno votare”, ha detto in un’intervista all’aeroporto di Wilmington.

Anche in North Carolina – come in una decina di altri Stati – si gioca una battaglia decisiva per la conquista della Casa Bianca: nel 2016 Trump ha vinto su Clinton col 3,6% di voti in più, ma la lotta oggi è serratissima. La battaglia del tycoon al voto per posta – al quale anche lui ha fatto ricorso – è giustificata dal fatto che minoranze e afroamericani, la cui affluenza a novembre sarà determinante, sono più inclini a scegliere il candidato democratico Joe Biden. E quest’anno, data la pandemia, il ricorso al voto “in assenza” sarà massiccio. Le Poste, però, – dirette da un fan del presidente, suo personale donatore – hanno scritto ai 50 Stati avvertendoli che i milioni di voti spediti potrebbero non arrivare in tempo per essere conteggiati. Una situazione che rischia di invalidare la scelta di centinaia di migliaia di elettori, aggravato dal caos che lo stesso presidente ha esplicitamente incoraggiato da Wilmington.

Intanto, sul fronte della riapertura delle scuole, emerge un altro focolaio all’interno di un’università, dopo il caso di Tuscaloosa in Alabama. Più di mille studenti dell’Università della Carolina del Sud sono risultati positivi al coronavirus. In tutto, nel campus, ci sono 35mila ragazzi: l’ateneo ha preso provvedimenti contro alcune confraternite che hanno organizzato raduni senza rispettare il distanziamento sociale e centinaia di studenti sono stati fotografati senza mascherina e assembrati durante una festa in piscina sabato scorso nei pressi dell’università. “Sembrava di essere al Mardi Gras“, ha detto e Aubrey D. Jenkins, il capo dei vigili del fuoco della città, facendo riferimento al Martedì Grasso di New Orleans, la festa di carnevale più celebre, trasgressiva e affollata di tutti gli Stati Uniti.

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Usa, “Trump su afroamericani e ispanici? Disse che erano troppo stupidi per votarlo. Assunse ‘falso-Obama’ per licenziarlo”

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