L’11 gennaio 2020, esattamente undici giorni dopo che le autorità cinesi avevano notificato all’Oms un focolaio di polmonite di origine sconosciuta tra gli abitanti di Wuhan, è stata pubblicata la sequenza genetica del coronavirus. Da quel momento, mentre la pandemia dilagava prima in Asia poi nel resto del mondo, è partita una corsa senza precedenti alla ricerca di un vaccino. L’attività di ricerca sta viaggiando ad una velocità mai vista in passato: in questo momento i candidati sono in totale 226. Di questi, 34 sono già entrati nella fase di sperimentazione sull’uomo.

Oggi, dopo l’annuncio della Russia di aver approvato un vaccino anche se la comunità scientifica non ha potuto consultare i dati e l’Oms ha assicurato che vigilerà, è dalla Cina che arriva la notizia che Pechino ha dato la sua prima approvazione a un possibile vaccino contro il Covid-19: è l’Ad5-nCoV, sviluppato da CanSino Biologics con l’Istituto di biotecnologia dell’Accademia delle scienze mediche militari. Il via libera spiana la strada alla possibile produzione di massa in tempi rapidi nel caso di un ritorno della pandemia, ha spiegato la China National Intellectual Property Administration, citata dal network statale Cctv. L’approvazione, ricevuta l’11 agosto scorso ma resa nota solo ora, “è un’ulteriore conferma dell’efficacia e della sicurezza” del prodotto messo a punto, ha detto in una nota il gruppo di Tianjin, i cui titoli hanno intanto registrato cospicui rialzi in Borsa.

Il vaccino di CanSino è stato sviluppato in collaborazione con l’esercito cinese ed utilizza un vettore virale (adenovirus) geneticamente modificato in modo da non potersi replicare. Questo vaccino ha ricevuto un’autorizzazione speciale per poter essere utilizzato dai militari cinesi per la durata di un anno, dopo che uno studio ha dimostrato che il preparato è sufficientemente sicuro e induce risposte immunitarie significative nella maggior parte dei riceventi dopo una singola dose. Il 18 maggio scorso il presidente Xi Jiping dichiarò che se la Cina avesse trovato il vaccino sarebbe diventato bene pubblico. I candidati vaccini al momento sono diversi. Questi sono quelli che insieme a quello cinese sono considerati più promettenti e sono in già in fasi avanzate di sperimentazione.

Oxford University, AstraZeneca: AZD 1222. Originariamente chiamato ChAdOx1 nCov-19, il vaccino ha ormai raggiunto la Fase 3 della sperimentazione, quella cioé che testa l’efficacia su decine di migliaia di persone, con test randomizzati e controllati. Questo vaccino è costituito da un vettore virale innocuo (adenovirus dello scimpanzé) che è stato modificato con un innesto della proteina spike superficiale da coronavirus. Le prime due fasi hanno evidenziato un profilo di sicurezza accettabile e un aumento della risposta degli anticorpi. Nell’ambito dell’operazione ‘Warp Speed’, il governo degli Stati Uniti ha garantito un finanziamento fino a 1,2 miliardi di dollari a questo candidato, e la società AstraZeneca prevede di produrne fino a 30 milioni di dosi disponibili nel Regno Unito già a settembre. A giugno, i ministri della salute di Italia, Francia, Germania ed Olanda hanno firmato un contratto con AstraZeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi da destinare alla popolazione europea.

Sinovac e Instituto Butantan: Coronavac. Realizzato grazie a una partnership tra Cina e Brasile, anche questo candidato ha raggiunto la Fase 3. Questo vaccino utilizza il virus inattivato, che induce il corpo umano a sviluppare anticorpi senza rischiare l’infezione. Sinovac ha completato le prime due fasi degli studi clinici sull’uomo e ha concluso che il vaccino è sicuro e genera anticorpi neutralizzanti. La società ha siglato un accorso con l’Instituto Butantan di Sao Paulo, a seguito del quale quest’ultimo sta promuovendo una sperimentazione di fase 3 su 9.000 persone in Brasile. L’accordo prevede inoltre trasferimenti di tecnologie cinesi verso la società brasiliana, nonché l’autorizzazione alla commercializzazione del nuovo vaccino, in modo tale da garantire l’accesso al vaccino per tutta la popolazione brasiliana.

China National Biotec Group Co., Sinopharm – Due filiali del produttore di vaccini statale cinese Sinopharm, una a Pechino e l’altra a Wuhan, hanno sviluppato due candidati vaccini basati sul virus inattivato. Entrambi sono in fase 3: i test delle prime due fasi, condotti in Cina su circa 2mila partecipanti, hanno evidenziato, in base a quanto sostenuto dalla società produttrice, la sicurezza dei due candidati vaccini e la loro capacità di stimolare le risposte immunitarie. China National Biotec ha avviato la fase 3 in Arabia Saudita.

Moderna – Niaid: mRNA-1273 – Negli Stati Uniti, il candidato vaccino mRNA-1273 di Moderna utilizza l’rna messaggero per indurre il corpo a produrre una proteina chiave dal virus, creando in questo modo una risposta immunitaria. I test condotti nelle prime due fasi hanno evidenziato che il candidato ha indotto risposte immunitarie anti-coronvirus in tutti i partecipanti allo studio, e non ha evidenziato problemi di sicurezza che possano limitare il prosieguo della sperimentazione. Questi risultati supportano l’ulteriore sviluppo di questo vaccino. Il programma di sviluppo di questo vaccino è sostenuto da 955 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti nell’ambito dell’operazione Warp Speed. Attualmente in fase tre, alla fine di luglio è stata avviata una sperimentazione di 30mila pazienti in collaborazione con il National Institutes of Health negli Stati Uniti.

BioNTech – Fosun Pharma – Pfizer: BNT162 (Germania – Cina – USA). Il candidato vaccino BNT162 sviluppato della società tedesca BioNTech utilizza l’rna messaggero, analogamente a quello di Moderna. L’azienda sta sviluppando il vaccino in collaborazione con Pfizer negli Stati Uniti, e con lo Shanghai Fosun Pharmaceutical Group in Cina. Le aziende hanno selezionato per i test sull’uomo uno dei loro quattro candidati iniziali, che ha generato le risposte anticorpali più promettenti, per passare adesso a uno studio di fase 3 su 30mila persone. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno raggiunto accordi per garantirsi la fornitura di questo vaccino. Il ceo di Pfizer Albert Bourla ha affermato che è probabile che questo vaccino diventi a somministrazione stagionale come quello dell’influenza.

Gamaleya Research Institute: Gam-COVID-Vac – In Russia ha raggiunto la fase 2 dei test il candidato vaccino realizzato dal Gamaleya Research Institute, ente di ricerca statale, in collaborazione con il ministero della Difesa, è un vaccino a vettore virale che utilizza come navicella l’adenovirus umano, un comune virus del raffreddore, fuso con la proteina spike del coronavirus con l’obiettivo di stimolare una risposta immunitaria. Il candidato vaccino Gam-COVID-Vac non ha ancora completato gli studi di fase 2, ma secondo quanto ha dichiarato il viceministro della Difesa Ruslan Tsalikov alla fine di luglio, tutti i volontari sono risultati immuni e nessuno ha avuto reazioni avverse, per cui il vaccino russo sarebbe “pronto”. Il ministero della salute russo si è però affrettato a rettificare, puntualizzando che i trial sul candidato vaccino non sono ancora completati e che il ministero si prepara a lavorare al processo di registrazione del candidato vaccino una volta che sarà completata la fase 2. Le prove di fase 3, che includeranno migliaia di persone in Russia, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, dovrebbero iniziare già ad agosto e la distribuzione del vaccino potrebbe iniziare già a settembre.

Novavax Inc: NVX-CoV2373 – Negli Stati Uniti, il candidato vaccino realizzato dalla società biotecnologica americana Novavax utilizza come antigene la proteina spike presente sulla superfice del SARS-CoV-2, unitamente ad un adiuvante che potenzia la risposta immunitaria. Lo studio clinico di fase 1 è stato avviato in Australia nel maggio 2020, e ai primi di agosto sono stati annunciati i risultati di questa prima fase. Il candidato vaccino è stato generalmente ben tollerato ed ha suscitato risposte anticorpali superiori a quelle riscontrate nel siero dei convalescenti da Covid-19. Novavax ha ricevuto 1,6 miliardi di dollari dal governo statunitense nell’ambito dell’operazione Warp Speed. Le fasi finali della sperimentazione prenderanno il via all’inizio dell’autunno.

Janssen Vaccines and Prevention – Johnson & Johnson: Ad26.COV2 – La Janssen Vaccine, società olandese controllata dalla multinazionale statunitense, ha sviluppato un vaccino a vettore virale che, dopo aver dato buoni risultati nei test sui primati4, è attualmente in fase 1 sull’uomo. La J&J prevede di passare ai test di fase 3 nel mese di settembre, ed ha dichiarato che ha dichiarato che il vaccino potrebbe essere pronto per l’uso di emergenza entro gennaio. Anche questo candidato vaccino ha ricevuto un finanziamento (456 milioni di dollari) dal governo Usa nell’ambito dell’operazione Warp Speed.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Trump, scontro con Pelosi sul voto per posta. Lui parla di “brogli” e taglia i servizi, la speaker convoca i deputati: “Una legge per impedirlo”

next