Che il post sia “polemico” è la sua stessa premessa. E lo sfogo, in romanesco e linguaggio gergale, in effetti lo è. A firmarlo un infermiere del Policlinico Umberto I, che si fotografa a fine turno bardato nella tuta bianca usata negli ospedali da quando è iniziata la pandemia di coronavirus. Sulla quale ha scritto: “Mettete la mascherina”.

“L’ultima volta che ho avuto bisogno delle mutande di ricambio probabilmente avevo 3/4 anni”, dice Marco Bellafiore. “Questa volta, dopo quasi 5 ore di turno bardato dentro che me so sudato pure l’acqua del battesimo, c’avevo le mutande talmente fraciche che da grigie so diventate nere”, continua.

Quindi si rivolge direttamente a chi continua a ignorare le regole di prevenzione: “Veniteme a dì che è tutto ok, che non ce n’è coviddi, che stasera annamo a ballà. Intanto, a 30 gradi e con una tuta da centro dimagranti sobrino, ce stamo noi, non voi”. E attacca, in una sorta di dialogo con i giovani: “Tanto che ve frega, mica mi capiterà di stare con un tubo in gola a c… addosso mentre una macchina respira per me. Vai sereno zi, a te non capita”.

“E se capita, ci sono gli stronzi che per un indennità di quasi 100 euro (lorde) al mese – continua – si fanno turni interi in stile palombaro grondando acqua tipo che ce poi fa rafting quando se levamo la tuta. Ma no, a te non capita, dai. Cazzotene delle regole”. Nel frattempo, continua l’infermiere Marco, “noi se respiramo la stessa aria calda dentro una mascherina per ore per i caz… vostri. Andate in vacanza va, che io ancora non ce so andato. Sarà per questo che so un po’ polemico”.

Memoriale Coronavirus

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