Finiscono al Camp Nou vuoto stagione e sogni del Napoli: alle Final Eight di Champions League ci va il Barcellona che vince 3 a 1 e il miracolo agli azzurri non riesce. Miracolo sì, perché cinque mesi fa, in un altro mondo, immaginare di passare ai quarti espugnando il Camp Nou sarebbe stata pura utopia. Perché il Napoli, pur generosissimo nell’uno a uno al San Paolo all’andata veniva da un periodo terribile con Gattuso appena arrivato al posto di Ancelotti, aveva pochissime certezze, non aveva la sesta Coppa Italia in bacheca a far da tonico per il morale.

Di fronte un Barcellona sempre qualificato ai quarti, mai battuto in Champions al Camp Nou da anni, all’epoca ancora lontana da polemiche come il caso Arthur e prestazioni opache che hanno portato Setien sul banco degli imputati. Ma tra le due ere geologiche del pre e post lockdown le circostanze intercorse hanno fatto in modo che quel miracolo, almeno sulla carta, venisse ritenuto possibile. Poi però c’è il campo, e su quello di Barcellona ci gioca Messi: che tra gol buoni, gol annullati e giocate stratosferiche mostra quanto fossero arditi i pensieri possibilisti su un Napoli vittorioso in Catalogna. Gli azzurri ci provano pure a tener fede a quel sogno e spaventano i blaugrana all’inizio con Mertens, ma dopo dieci minuti arriva il gol di Lenglet da calcio d’angolo, forse viziato da un fallo in attacco. E poi… poi arriva Messi, che fa il 2 a 0 con una magia, il 3 a 0 con un altro colpo tirato fuori dal cilindro, ma glielo annullano per fallo di mano. E poi conquista il rigore del 3 a 0 (segnato da Suarez) rubando palla a Koulibaly in area. E dunque, partita chiusa, qualificazione pure, tutto in un tempo: a dimostrare che pre lockdown o post lockdown, i fuoriclasse restano tali.

Allo scadere del primo tempo Insigne fa il tre a uno su rigore conquistato da Mertens ma poi succede poco altro. Il secondo tempo è coi blaugrana che si limitano a controllare una partita condotta esattamente nella direzione in cui volevano che andasse. Al Napoli si può rimproverare poco: è una squadra che solo qualche mese fa aveva enormi problemi, in parte risolti, in parte no, e che ha raddrizzato, portando a casa un trofeo, una stagione che pareva da dimenticare.

Oggi cala il sipario e toccherà a Gattuso, presumibilmente, organizzare la ripartenza lontano dalla Champions per ora, visto che gli azzurri, settimi in campionato ma vincitori della Coppa Italia, rientreranno nelle competizioni internazionali dalla porta di servizio dell’Europa League e forse con qualche big in meno: ma in casa Napoli le ripartenze dal basso, le “decrescite”, da Mazzarri a Sarri, sono sempre state felici.

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