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“Questa volta è l’anca. Il dolore è forte e non so quanto starò fermo. Sono stanco di ritirarmi”: Berrettini spiega il suo infortunio

Il 30enne romano racconta il suo dramma al Roland Garros: "Mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi. Speriamo di rivederci a Wimbledon”
“Questa volta è l’anca. Il dolore è forte e non so quanto starò fermo. Sono stanco di ritirarmi”: Berrettini spiega il suo infortunio
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“È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato”. Un nuovo dolore, l’ennesimo infortunio. Questa volta è l’anca a distruggere i sogni di gloria di Matteo Berrettini. Il 30enne romano si è dovuto fermare ancora una volta, durante il secondo set dei quarti di finale del Roland Garros. Niente possibilità di sfidare Flavio Cobolli: a giocarsi la possibilità di accedere alla finale di Parigi sarà Matteo Arnaldi. Il sanremese aveva vinto il primo set, stava giocando bene, ma per Berrettini il rammarico più grande è non aver avuto la chance di lottare, di provarci. È successo di nuovo. E questo stop lo costringe a dover provare a ripartire di nuovo, sperando di essere pronto per giocare a Wimbledon tra meno di un mese.

Le parole di Berrettini dopo il ritiro sono un manifesto della sua tristezza: “Sono stanco di ritirarmi, non volevo finire così”. È una sensazione che ormai lo sta perseguitando: “Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo. Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all’ultimo punto, di provarci, ed è un po’ quello che è successo negli ultimi anni“, spiega il tennista romano.

Come si è fatto male: “Nel primo set ho iniziato a sentire qualcosa”

Il dolore non è arrivato all’improvviso, ma è diventato troppo forte per continuare a giocare: “A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma non ci ho dato molto peso. Sono solo andato avanti e ho cercato di fare del mio meglio. Poi più giocavo, più servivo, più colpivo di dritto e peggio mi sentivo e ho chiamato in campo il team medico e mi hanno detto che l’area era molto infiammata e molto dolorante“. Berrettini ha provato comunque a giocare, poi ha capito che sarebbe stato un errore: “Il dolore era troppo e spero di non aver fatto nessun danno serio. Vedremo cosa è stato, spero nulla di brutto. Sono deluso, ma giocando avrei potuto fare peggio e recuperare sarebbe stato più lungo”.

I dubbi: “Il dolore è forte e non so quanto starò fermo”

Oltre alla delusione per come è finita la sua avventura a Parigi, c’è anche il timore che l’infortunio possa essere grave: “È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato. Non ho mai sofferto qui, avevo sofferto un dolore diverso all’anca destra. Non avrei voluto ritirarmi, non vorrei mai, è la peggior sensazione possibile. Ma non è l’ultimo torneo che gioco, devo pensare al mio futuro e alla mia ripresa”. Berrettini sa di essere in un terreno inesplorato: “Questa zona non la conosco, il dolore è forte e non so quanto starò fermo, farò decidere ai dottori. Nella mia testa c’era il pensiero di non star fermo tre mesi. Speriamo di rivederci a Wimbledon”.

Il futuro: “Questa è la mentalità che devo avere”

Perché Berrettini vuole comunque andare avanti, superare anche questa nuova sfida. Le sue prestazioni a Parigi hanno dimostrato il suo reale valore e lo hanno riportato in top 50: da lunedì sarà alla posizione 48 del ranking Atp, prima di iniziare il Roland Garros era fuori dalla top 100: “Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra. Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere, è così che mi piace affrontare queste due settimane. E ovviamente, sono deluso. Sono triste, ma sono anche orgoglioso del modo in cui ho lottato in questo torneo”.

Il finale è anche un esempio di grande sportività nei confronti di Arnaldi: “Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita perché per batterlo stasera dovevo essere al 100%“.

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