A circa due chilometri dal porto di Beirut, all’ospedale Saint George, una donna è in sala parto, circondata dal personale sanitario, e sta per mettere alla luce il proprio figlio. All’improvviso, però, le finestre dalla stanza vanno in frantumi a causa dell’esplosione che in Libano ha provocato più di 130 morti. Il figlio, che ha preso il nome di George, nascerà lo stesso di lì a un paio d’ore.

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Beirut, l’esplosione avrà gravi conseguenze: dopo le sanzioni e l’isolamento, ora il Libano rischia la credibilità

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