Nuova cassa integrazione, cantieri, investimenti sul digitale e soprattutto fino a “500mila posti solo dall’economia verde”. Secondo la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, intervistata alla Stampa, è questa la ricetta per far ripartire il Paese dopo l’emergenza Covid. Quando scadrà il blocco dei licenziamenti – che il governo ha intenzione di prorogare con il dl Agosto – è grazie a questi interventi che “sarà possibile evitare il disastro dell’occupazione“. La Bce, infatti, è stata chiara: se in Italia non fosse stata ampliata la rete degli ammortizzatori sociali durante la pandemia, il tasso di disoccupazione sarebbe arrivato al 25 per cento. Per Catalfo è la dimostrazione che Francoforte “riconosce la bontà della nostra terapia. Con il blocco e gli aiuti alle imprese, secondo la Uil, abbiamo salvato 5 milioni di posti”, spiega. E fa il confronto con Madrid: “La nostra disoccupazione oggi è all’8,8 per cento, in Spagna è al 15,3”.

La ministra però sa bene che c’è il rischio di un autunno caldo per il mondo del lavoro. “Ci sono settori più penalizzati sui quali intervenire. Penso a turismo, spettacolo, fiere sui quali ho aperto specifici tavoli insieme al ministro Franceschini”, chiarisce, aggiungendo che “da settembre fiere e congressi ripartiranno”. A suo parere “servono interventi in profondità”, come il “Fondo nuove competenze” che riqualifichi i lavoratori, permettendo loro di frequentare corsi di formazione a spese dello Stato anziché finire in cassa integrazione. “Poi stiamo preparando piani per il rilancio del Paese che creano anche nuovi posti di lavoro”, continua Catalfo al quotidiano torinese. “Investimenti nel digitale, in economia verde, grandi infrastrutture, bonus al 110 per cento già inserito nel decreto Rilancio”. Ed è proprio dal green che, secondo le stime del ministero, dovrebbe arrivare oltre mezzo milione di posti.

I tecnici di via Vittorio Veneto in realtà stanno lavorando anche ad altro. In cantiere c’è la modifica della cassa integrazione. “Abbiamo istituito la commissione due settimane fa”, chiarisce la ministra. “Gli obiettivi sono quattro: distinguere fra uno strumento dedicato alle aziende in ristrutturazione e un altro che interviene quando le imprese cessano la loro attività”. Poi c’è la necessità di “creare un sistema universale per garantire la cassa a tutti”, ovviando ai problemi di erogazione riscontrati durante la pandemia. Gli ultimi obiettivi son quelli della “formazione del lavoratore” e della semplificazione. “Oggi non è così”, chiosa Catalfo. Per quanto riguarda le altre misure di sostegno alle famiglie, come il reddito di cittadinanza, la ministra 5 stelle sostiene che “l’Europa ha elogiato il nostro reddito di cittadinanza“, ma ora bisogna puntare ad aiutare “chi cerca lavoro”. Come? “Abbiamo deciso di assumere 11.600 nuove persone nei centri per l’impiego“, per arrivare a un totale di 35mila persone, tra pubblico e privato, “distribuite sul territorio per aiutare chi cerca lavoro”.

Gli ultimi temi toccati nel corso dell’intervista sono il ponte sullo stretto di Messina (“Per noi siciliani è prioritaria l’alta velocità nell’isola”, ribadisce Catalfo) e lo smart working. “Va applicato con prudenza non in modo intensivo come durante il lockdown”, dice. “Non può essere un lavoro invasivo che finisce per occupare perennemente la giornata in casa”. Su Alitalia, invece, assicura che “non ci saranno esuberi” e ricorda anche la crisi dei dipendenti di Air Italy, per cui “sto lavorando a una norma da inserire nel prossimo decreto per garantire la cig ai lavoratori”.

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