Un risultato che “rafforza il ruolo dell’Unione europea” e crea condizioni “proficue” per la ripartenza dell’Italia. Poche ore dopo la chiusura dello storico accordo sul Recovery fund (ecco cosa prevede), anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso apprezzamento e soddisfazione per “l’importante esito”. Proprio il Quirinale ha seguito con attenzione le trattative degli ultimi quattro mesi e più volte, lo stesso capo dello Stato, ha chiesto che l’Europa dimostrasse la sua vera capacità di sostegno in un momento così delicato e difficile per gli Stati membri. Insomma quella di Mattarella sembra una vera e propria benedizione in un momento cruciale per il futuro della maggioranza, che oggi si è ricompattata in nome del risultato raggiunto a Bruxelles.

Il premier era salito al Colle solo il 15 luglio scorso, proprio alla vigilia dell’importante vertice e, in quell’occasione, il capo dello Stato aveva chiesto “uno sforzo comunitario” per portare a casa una soluzione che fosse all’altezza dei bisogni degli italiani. Oggi, rivedendo il presidente del Consiglio, Mattarella si è detto soddisfatto per quanto portato a casa e ha ricordato che questo esito è positivo perché “rafforza il ruolo dell’Unione” e contribuisce alla creazione di “condizioni proficue, affinché l’Italia possa predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi”. Per il presidente della Repubblica il segnale che dà l’Ue, intervenendo con uno stanziamento consistente di fondi, è molto importante per la tenuta del progetto europeo stesso. Progetto al quale Mattarella ha sempre dato grande rilievo nei suoi discorsi pubblici e privati. Anche per questo ora, ha detto in privato col premier il capo dello Stato, è fondamentale che l’Italia dimostri serietà ed efficacia nell’uso dei fondi. Mattarella solo a giugno scorso, prima del Consiglio informale dei Capi di Stato e di governo dell’Ue, aveva espresso concetti simili quando, incontrando il premier e alcuni ministri, aveva sottolineato la necessità di risposte concrete e in tempi rapidi per l’utilizzo dei fondi che arriveranno dall’Europa.

L’appoggio di Mattarellla per il premier e per la maggioranza è tutt’altro che secondario. E non solo un passaggio formale. L’esecutivo giallorosso si è trovato a dover affrontare nel giro di poche settimane due ostacoli decisivi: la questione Autostrade e il consiglio europeo sul Recovery fund. E non era cosa affatto scontata che le soluzioni arrivassero a soddisfare tutti gli esponenti della maggioranza. Al momento, almeno sui due punti in questione, i malumori sono contenuti e l’alleanza Pd-M5s può dire di aver guadagnato un altro po’ di tempo. In particolare lo sblocco della situazione sul Recovery fund permette alle varie forze in campo di rivendicare un risultato soddisfacente su vari fronti: “E’ la decisione più importante dall’introduzione dell’euro”, ha detto ad esempio il commissario agli Affari economici Pd Paolo Gentiloni. E così facendo ha parlato all’anima più europeista dei dem. Ma al tempo stesso, anche il 5 stelle ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha potuto esultare: “L’Unione europea è cambiata”, ha detto dando così voce ai più critici e scettici tra i grillini. Insomma, l’entusiasmo nella maggioranza, insieme al sigillo del presidente della Repubblica, permettono di dare fiato a Conte e all’esecutivo.

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