A due giorni dall’inizio dell’atteso Consiglio Ue chiamato a trovare un accordo sul Recovery fund, il premier Conte sale al Quirinale e incassa l’appoggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il passo deciso in avanti in direzione europeista e comunitaria mostrato in questi ultimi mesi – ha dichiarato il capo dello Stato durante il consueto incontro con parte del governo in vista del vertice Ue – “non conosca battute d’arresto o addirittura retromarce“. Un invito al presidente del Consiglio a non arretrare di fronte alla reticenza dei cosiddetti “Paesi frugali” nell’erogare risorse a fondo perduto a chi è stato maggiormente colpito dalla pandemia. Secondo Mattarella, infatti, l’appuntamento del 17-18 luglio è “decisivo” per il futuro dell’Unione. Parole che rafforzano la linea ribadita oggi da Conte nelle sue informative alle Camere e che costituirà il faro dell’Italia durante le trattative: “Quando sono in pericolo le fondamenta dell’Ue, nessuno Stato può avvantaggiarsi a scapito di altri”, aveva detto in aula il premier, appellandosi al “coraggio” di tutti i capi di Stato e di governo. Un fallimento “sarebbe inaccettabile dal punto di vista politico, economico e anche morale. Non lo meritano le decine di migliaia di vittime, le imprese che stanno affrontando le conseguenze della pandemia”.

Alla colazione di lavoro al Colle erano presenti anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il ministro dell’Economia Gualtieri, il titolare degli Affari europei Vincenzo Amendola e il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Riccardo Fraccaro. La squadra si è presentata da Mattarella poche ore dopo il via libera del Cdm all’accordo con Autostrade, spazzando via le indiscrezioni dei giorni scorsi secondo cui il dossier Aspi avrebbe impensierito il capo dello Stato sulla tenuta o meno della maggioranza. Le diverse anime che compongono l’esecutivo si sono presentate compatte, forti anche dello stop alle risoluzioni Bonino sul Mes votate in Parlamento (nonostante l’appoggio di Italia viva). Nel corso dell’incontro si è parlato degli atteggiamenti dei diversi Paesi Ue sugli strumenti messi in campo dall’Unione per contrastare la crisi post-Covid. Mattarella ha quindi fatto gli auguri all’esecutivo, auspicando una soluzione positiva per l’Italia.

La sintonia in chiave comunitaria che lega il Quirinale a Palazzo Chigi trova sponde anche nelle istituzioni europee. Il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni chiede a quei Paesi (come l’Olanda) che applicano una “tassazione aggressiva” e che rischiano di “danneggiare il mercato unico” a correggere “le distorsioni” del proprio sistema fiscale. Parole che suonano come un assist all’Italia, visto che proprio l’Olanda è uno degli antagonisti del nostro Paese per l’approvazione del Recovery fund. E l’argomento fisco è la principale arma che può essere utilizzata per fare leva sul governo dell’Aia. A chiudere il cerchio è il presidente del Parlamento Ue David Sassoli, secondo cui sarebbe “irresponsabile” non raggiungere un accordo e non dare una risposta “all’altezza dell’emergenza”. Sassoli ha poi ricordato all’agenzia Efe che di fronte alle conseguenze del coronavirus la reazione non può essere “nazionalista” e “nessun Paese può emergere da solo”.

D’altronde è questo che il premier Giuseppe Conte ha cercato di far capire ai suoi partner nel corso del tour che nei giorni scorsi lo ha portato a visitare le principali capitali europee. L’obiettivo – ribadito a Merkel e condiviso con lo spagnolo Sanchez – è quello di chiudere in fretta e senza compromessi al ribasso. Nel discorso alla Camera il presidente del Consiglio ha anche rivendicato il peso del nostro Paese nel tracciare la strada del futuro dell’Unione. “Mai come oggi possiamo affermare che l’Italia ha contribuito in misura decisiva a orientare le risposte” che l’Europa è chiamata prendere “per essere all’altezza della sua storia, della sua civiltà, del suo destino”. Conte ha poi bollato come “anacronistiche” le posizioni di chi vorrebbe reagire da solo all’emergenza globale. Un concetto che traspare chiaro anche dal colloquio avvenuto con Mattarella. E al termine della lunga giornata il premier ha anche dettato i tempi del percorso che porterà l’Italia a usufruire dei nuovi fondi europei. “Dopo la pausa estiva”, ha detto, “presenteremo a Bruxelles il nostro piano di ripresa e resilienza, saremo i primi“. Un modo per sgombrare il campo da chi accusa il nostro Paese di non voler fare le riforme. O da chi tenta di volerle pilotare dall’esterno.

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