Sono 11 i migranti risultati positivi al Covid-19 tra i 66 asiatici sbarcati lunedì a Pozzallo. A tutti i naufraghi arrivati nel porto siciliano erano prima stati effettuati i test sierologici e, individuati 19 casi ‘sospetti’, il personale sanitario dell’Asp di Ragusa aveva deciso di sottoporli al tampone per verificare il contagio. I positivi, tutti asintomatici, sono stati così immediatamente trasferiti in isolamento in una struttura individuata dalla prefettura di Ragusa. Il governatore siciliano, Nello Musumeci, torna ad attaccare il governo: “Se ci fosse stata una nave per la quarantena, come invano richiediamo da settimane, queste persone non sarebbero mai sbarcate fino alla conclamata negatività”. Il Viminale: “Il bando di gara scade alla mezzanotte del 16 luglio, quello precedente era andato deserto”.

Visto l’aumento degli arrivi registrato negli ultimi mesi in Sicilia, la Regione ha inviato 1.000 tamponi ed altrettanti test sierologici a Lampedusa e la macchina per l’analisi dei tamponi rino-faringei per eseguire il più rapidamente gli esami e accertare l’eventuale presenza di soggetti positivi al coronavirus.

Musumeci: “Il governo sta a guardare. Servono navi-quarantena”
Ma il governatore Musumeci torna a scagliarsi contro la gestione del fenomeno migratorio da parte del governo: “Undici positivi tra i 66 sbarcati ieri a Pozzallo. Sono di nazionalità pakistana. Ovviamente la Regione, dopo avere effettuato su tutti i migranti il test sierologico, ha testato con il tampone i casi di positività rilevata dalla presenza di anticorpi – ha dichiarato il presidente siciliano – Continua ad emergere un quadro sconfortante nel quale si erge il silenzio del ministero dell’Interno. Ciò mi impone di adottare in giornata una ordinanza“. E aggiunge: “Inutile dire che se al largo di Pozzallo fosse stata individuata una nave per la quarantena, come invano richiediamo da settimane, queste persone non sarebbero mai sbarcate fino alla conclamata negatività. Stanno giocando con il fuoco”.

La risposta del Viminale arriva con una nota in cui si specifica che è stato pubblicato un nuovo avviso per la presentazione di manifestazioni d’interesse relative al noleggio di unità navali da adibire a strutture provvisorie per l’assistenza e la sorveglianza sanitaria dei migranti. Il ministero specifica inoltre che “questa procedura di urgenza, che prevede la presentazione delle offerte entro le ore 24 del 16 luglio 2020, si è resa necessaria dopo che la precedente gara era andata deserta“. L’unica nave-quarantena che sta operando al largo della Sicilia è la Moby Zazà che continuerà comunque a essere utilizzata fino alla conclusione del periodo di sorveglianza obbligatoria previsto per gli ospiti attualmente a bordo.

Dal dicastero guidato dalla ministra Luciana Lamorgese si ricorda inoltre che c’è massima attenzione per la tutela della sicurezza sanitaria dei cittadini in particolare in quelle regioni, come la Sicilia e la Calabria, che in questo momento sono più esposte agli sbarchi autonomi dei migranti, con un rafforzamento della sorveglianza anche intorno alle strutture di accoglienza. A tal proposito, il Viminale afferma di aver previsto “ove necessario il trasferimento dei migranti sottoposti a quarantena in ospedali militari in collaborazione con il ministero della Difesa”.

Sindaco di Pozzallo: “Tamponi direttamente sulle navi”. Viminale: “Rafforzeremo misure di sicurezza”
Anche il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, parlando a Radio1 Giorno per giorno si è detto “preoccupato” per come sta evolvendo la situazione. Il primo cittadino ha poi anticipato il contenuto del messaggio che ha poi portato personalmente alla ministra nel corso di un incontro al Viminale: “Quello che chiederò oggi al Ministro è che questa procedura clinica, questo percorso clinico che prevede tamponi già sulle navi, possa essere ufficializzata non nel giro di qualche settimana, ma nel giro di qualche giorno”. E sulla possibilità di nuove navi-quarantena aggiunge: “Questa è una soluzione, ce ne potrebbero essere altre. Ad esempio quella di strutture dedicate così come si è fatto in questi tre mesi di lockdown in Italia. Se c’è l’aiuto delle istituzioni e soprattutto se c’è l’aiuto del ministero, della Regione, delle autorità sanitarie, io ritengo che nel giro di pochi giorni si possa formalizzare una procedura che ci aiuta a risolvere il problema. Sono molto fiducioso”.

Nel corso del meeting, al quale ha partecipato anche il prefetto Michele di Bari, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Lamorgese ha ringraziato il primo cittadino per aver mostrato “senso di umanità e solidarietà ed offerto fattiva collaborazione per l’accoglienza dei migranti”, ribadendo che il governo è impegnato a “rafforzare tutte le misure necessarie per rassicurare anche la sua comunità sui rischi sanitari legati alla presenza sul territorio di strutture di accoglienza per persone risultate positive al test Covid-19”.

Dopo l’incontro, il sindaco ha dichiarato di aver visto la ministra “molto interessata”, annunciando anche una sua imminente visita a Pozzallo, dicendosi comunque preoccupato per “sentimenti di razzismo e intolleranza che nella città che amministro non si sono mai registrati. Oggi, però, c’è una forte tensione sociale non solo tra i miei concittadini ma in tutta la Sicilia”. E ha voluto mandare un messaggio rassicurante alla popolazione: “Non c’è nessun pericolo di contagio per i cittadini perché è stato creato un perfetto cordone sanitario e la sicurezza è garantita, ma la percezione tra la gente è di una diffusa insicurezza“.

Calabria, 13 migranti positivi trasferiti da Amantea al Celio di Roma
Intanto, altri 13 migranti positivi al Covid-19, parte di un gruppo di 70 persone provenienti dal Bangladesh, che erano stati spostati in una struttura di Amantea dopo l’arrivo, sabato scorso, a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, saranno trasferiti all’ospedale militare Celio di Roma.

Decisione apprezzata dalla presidente calabrese, Jole Santelli, che però ricorda: “Il problema rimane”. “Per contrastare il pericolo di diffusione del Covid-19 occorrono unità navali destinate all’assistenza e alla sicurezza sanitaria dei migranti. Pertanto, in una fase emergenziale come quella attuale, è necessario monitorare le coste calabresi ed evitare gli sbarchi“.

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