Ho una formazione cattolica e di sinistra. Di gentiluomini nella mia giovinezza ne ho conosciuti diversi, tra cui Sandro Curzi e Piero Fassino. Poi negli anni, collaborando con Giuliano Ferrara e scrivendo per Il Foglio ho capito il tasso di ipocrisia del mondo culturale di provenienza. Mi ritengo un liberale e constato che se tu non stai dalla parte della “dittatura” culturale che conta ti liquidano con sufficienza. La mia sessualità non è una patente d’identità ma un dettaglio della mia personalità. Sono unito civilmente, sono cattolico e sono un elettore moderato che vota centrodestra…“. Chi ha scritto queste parole? Pierluigi Diaco. In un lungo post su Twitter dove racconta la sua posizione, anche politica: “… Il buon senso non è né di destra né di sinistra. Del resto Giorgia Meloni, che è prima di tutto mia amica, la vogliamo liquidare come un fenomeno di destra? A me sembra una donna coraggiosa con posizioni anticonvenzionali e affatto ideologiche. Come del resto Salvini. E i loro elettori“, ha concluso Diaco che ha introdotto il post con il titolo “tanto per fare chiarezza e per amore di sincerità”.

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