I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer, e cioè il lavoro nelle fabbriche, quello degli operai, degli insegnanti, degli agricoltori, degli artigiani, adesso sono stati raccolti dalla Lega. Quindi, se il Pd chiude Botteghe Oscure e la Lega apre, io sono contento. E’ un bel segnale”. Così, a “L’aria che tira estate” (La7), il leader della Lega, Matteo Salvini, parla dell’apertura della nuova sede del Carroccio a Roma, proprio di fronte alla storica sede del Pci, in via delle Botteghe Oscure.

Un accostamento, quello con l’ex segretario del Pci, che ha scatenato una pioggia di reazioni, alcune molto dure, da parte degli esponenti del Pd. “Devono proprio andare male a Salvini i sondaggi per cercare di paragonarsi a Berlinguer – ha scritto Emanuele Fiano – Quel paragone che ha fatto oggi, per via delle sede in Botteghe Oscure, fa veramente orrore e pietà”. Mentre per il senatore dem Roberto Rampi “che un dispensatore seriale di odio si proponga di raccogliere l’eredità di Berlinguer sarebbe comico se non fosse tragico”.

Nel corso della trasmissione Salvini ha commentato anche la battuta pronunciata ieri a Madrid dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sull’opposizione: “Il riferimento al film ‘Ecce bombo’? Mi fa piacere che il presidente del Consiglio abbia voglia di sorridere. Io, uscito di qua, andrò a incontrare il presidente dell’Inps perché ci sono milioni di cassintegrati e di pensionati che non hanno niente da ridere. Se lui è di buon umore, evidentemente se lo può permettere. Prima di venire qui sono stato tra gli insegnanti precari. Ecco, faccio un appello al presidente Conte che sorride o al ministro Azzolina che sorride: ci sono 200mila precari – continua – che hanno nelle mani la vita e l’educazione dei nostri figli. Io partirei dalla scuola stabilizzando gli insegnanti. E poi non chiami l’opposizione il mercoledì per un incontro del giorno dopo. Lo fai magari con qualcuno che viene a sistemarti casa. In Parlamento si lavora per fatti, non per battute. Se fossi al posto del presidente del Consiglio, avrei ben poco da ridere. Probabilmente lui vive in un mondo ovattato“.

Il senatore leghista, infine, replica anche alle parole dell’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha accusato la Lega di essersi opposto nel governo Conte Uno alla revoca delle concessioni ad Aspi per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova: “Dice il falso. Ma poi chi era il ministro dei Trasporti allora? Non era questo signore qui che va in giro col monopattino elettrico cinese? Chi era il presidente del Consiglio? Era il signor Conte, che c’è ancora oggi. Noi abbiamo sempre detto: se ce la fai, revoca; se non ce la fai, proroga”.

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