Avevano dichiarato di non avere alcuna fonte di reddito e di trovarsi in condizioni di povertà assoluta. Per questo il comune di Tropea, in provincia di Vibo Valentia, aveva concesso a 225 nuclei familiari l’erogazione dei “buoni spesa” stanziati durante l’emergenza coronavirus da spendere per l’acquisto di beni di prima necessità. Ma la Guardia di finanza ha svelato che in realtà oltre una famiglia su due non aveva i requisiti adatti. C’è chi riceveva un regolare stipendio, chi aveva ampie disponibilità di soldi sul conto corrente e chi percepiva un sussidio come il reddito di cittadinanza o la disoccupazione. In totale sono state denunciate 126 persone.

Fra i “falsi poveri” le autorità hanno accertato la presenza di alcuni esponenti della criminalità organizzata. Dai controlli sulle autocertificazioni è emerso pure che alcune domande per i buoni spesa erano state presentate da più membri dello stesso nucleo familiare. Speravano di ottenere il doppio del contributo, nonostante la legge non lo preveda. In altri casi è stata omessa l’indicazione nello stato di famiglia di conviventi regolarmente retribuiti o già percettori di sussidi, allo scopo di simulare una condizione di povertà in realtà inesistente. Per tutti loro, sanzionati per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, scatterà una multa che va dai 5mila ai 25mila euro. Dovranno anche restituire le somme incassate nel corso degli ultimi mesi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Terrorismo, arrestato 38enne a Milano per propaganda all’Isis. “Il Covid è una cosa di Allah”. Nel 2001 era stato in missione di pace

next
Articolo Successivo

Rimini, 16enne denunciato per violenza sessuale: avrebbe abusato di due minorenni durante una festa in spiaggia

next