TikTok – l’app di video popolarissima tra gli adolescenti – potrebbe diventare inutilizzabile negli Stati Uniti. Lo rivela il Segretario di Stato, Mike Pompeo, durante un’intervista a The Ingraham Angle su Fox News. “Non voglio anticipare il presidente Donald Trump, ma è qualcosa che stiamo valutando” afferma Pompeo in risposta a quanto chiesto dall’intervistatrice, Laura Ingraham, in merito alla decisione del governo indiano di bandire TikTok e altre app di proprietà cinese dal proprio territorio. La causa risiede nel sospetto che app come TikTok raccolgano le informazioni private dei propri utenti in tutto il mondo per trasmetterle “nelle mani del Partito Comunista Cinese”, spiega Pompeo.

TikTok è rapidamente diventata un colosso tale da sfidare il monopolio di Mark Zuckerberg: 800 milioni di utenti attivi ogni mese nel mondo, oltre 1 miliardo di download, di cui 175 milioni solo negli Stati Uniti. Ma più volte è stata al centro di polemiche sulla sicurezza, sia per la giovane età degli utenti, sia per la provenienza cinese, che l’ha messa al centro di una partita geopolitica. La replica dell’azienda è giunta da un portavoce di TikTok in una nota dove si ricorda che la società “è guidata un amministratore delegato americano” e che la sua priorità è “promuovere un’app sicura per gli utenti”. La compagnia ha poi sottolineato di “non aver mai fornito dati al governo cinese, né lo farebbe se gli venisse chiesto”.

Le parole di Mike Pompeo giungono in un periodo in cui in tutto il mondo molti Paesi politicamente vicini agli Stati Uniti stanno prendendo provvedimenti per limitare la presenza di tecnologia di proprietà cinese nelle strutture di comunicazione del proprio territorio. Oltre alla decisione radicale dell’India, infatti, anche in Regno Unito si sta considerando di prendere posizioni simili, bandendo la Huawei dalla rete 5G. Lo stesso vale per l’Australia, anche se al momento si tratterebbe solo di rumors. Già negli Stati Uniti, spiega Pompeo, “avevamo dichiarato ZTE un pericolo per la sicurezza nazionale americana”, ponendo sotto osservazione l’azienda produttrice di sistemi di comunicazione di proprietà cinese.

Intanto, dopo l’applicazione della legge sulla sicurezza del Governo cinese a Hong Kong, TikTok ha deciso di interrompere il proprio servizio sul territorio. La decisione dell’azienda è arrivata a seguito del rifiuto da parte di varie piattaforme – come Google, Facebook, Twitter o Telegram – di fornire i dati dei propri utenti al Governo cinese se questo lo ritenesse necessario per proteggere la propria sicurezza nazionale.

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