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Trump nomina Bill Pulte, esperto di mutui, a capo dell’intelligence Usa. Non ha nessuna qualifica per il ruolo

Con questa mossa il capo della Casa Bianca intende mandare un chiaro messaggio alla sua base di estrema destra, ribadendo il suo ruolo di sovvertitore contro sistema e 'deep state'. Il direttore della Federal Housing Finance Agency prende il posto di Tulsi Gabbard
Trump nomina Bill Pulte, esperto di mutui, a capo dell’intelligence Usa. Non ha nessuna qualifica per il ruolo
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Finora ha diretto l’agenzia federale che supervisiona i mutui immobiliari. Non ha alcuna esperienza nel settore dei servizi, né tanto meno in quello dello spionaggio o della sicurezza nazionale. Eppure Bill Pulte è stato nominato da Donald Trump capo dell’intera intelligence Usa, dopo l’addio di Tulsi Gabbard, costretta a fare un passo indietro dopo che nei mesi scorsi aveva smentito Trump sul programma nucleare dell’Iran. Anche se la motivazione ufficiale che la porterà a lasciare la guida della National Intelligence è una grave malattia del marito. La scelta di Pulte è l’ennesima decisione anti-sistema di Trump, da anni orientato su scelte provocatorie per suscitare choc e oltraggio da parte delle elite di Washington odiate dalla sua base elettorale. E l’ultima nomina appare come una nuova, classica mossa politica anti-sistema del tycoon.

La scelta di Pulte, un fedelissimo di Trump che per mesi ha invocato il licenziamento dell’allora presidente della Fed Jerome Powell e ha presentato i dossier su irregolarità nelle richieste di mutui da parte di nemici del presidente, è destinata a creare controversie ancora maggiore di quelle provocate Gabbard. Esponenti politici, di entrambi gli schieramenti, hanno espresso perplessità per il fatto che ad una persona senza nessuna qualifica nel settore sia stato affidato il cruciale incarico, creato dopo l’11 settembre, per il coordinamento di tutte le agenzie di intelligence e i briefing del presidente.

“Gli americani hanno ogni ragione di preoccuparsi di quello che sta succedendo quando la persona scelta per supervisionare tutto, dall’anti-terrorismo alle minacce straniere sulle elezioni, sia scelto per la sua disponibilità a far avanzare l’agenda politica del presidente piuttosto che per la sua esperienza”, ha dichiarato il senatore dem Mark Warner, vice presidente della commissione Intelligence. Susan Collins, senatrice repubblicana che in più occasioni ha assunto posizioni invise a Trump, ha ammesso di non sapere se il nuovo ‘spymaster’ abbia mai ottenuto una security clearance, l’autorizzazione che viene data, dopo approfonditi controlli, per accedere a materiale top secret.

In effetti, lo stesso statuto che ha creato l’Office of the Director of National Intelligence prescrive che il direttore abbia “una vasta esperienza nel settore della sicurezza nazionale”, cosa che manca completamente a Pulte, che ha alle spalle una carriera di successo nella finanza come ha ricordato Trump nel post con cui ha annunciato la nomina lodando la sua “profonda esperienza nel gestire le questioni più delicate in America, la sicurezza e la solidità dei mercati”. A parte le critiche e le perplessità dei senatori – che va ricordato, almeno al momento non potranno passare al vaglio la nomina di Pulte che è stato incaricato ad interim, una prassi a cui Trump ricorre spesso – con la nomina dell’esperto di finanze e mutui alla guida di un incarico di intelligence, di cui alcuni influencer Maga hanno chiesto l’abolizione, Trump intende mandare un chiaro messaggio alla sua base di estrema destra, ribadendo il suo ruolo di sovvertitore contro sistema e ‘deep state’.

“Pulte è un tipo che fa le cose e poi si rimette al lavoro”, è stato per esempio il commento dell’attivista di estrema destra Jack Posobiec ai microfoni del podcast di Steve Bannon, l’ex stratega della prima vittoria elettorale di Trump trasformatosi in un punto di riferimento del Maga, movimento che pone al centro della sua ideologia la convinzione che quelli che loro definiscono burocrati e elite, vale a dire i funzionari qualificati, vanno contro gli interessi degli americani e hanno fatto fallire le precedenti presidenze repubblicane. Un messaggio che JD Vance, il vice presidente che considera Maga e estrema destra come base fondamentale per la sua corsa per la Casa Bianca nel 2028, ha ribadito in un post su X con cui ha lodato Pulte per aver ricordato che “i burocrati della comunità di intelligence devono rispondere alla leadership eletta (e non il contrario)”.

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