Quando nasce una bandiera, di solito sono guai. Eppure questa è la prima bandiera che nasce per unire, non per dividere, non per fare secessioni o erigere confini. Perché il Mediterraneo, un vero Settimo Continente, 400 milioni di abitanti, 30 Paesi dalla Georgia al Portogallo, dalla Romania alla Sirte, dal Libano a Marsiglia, ai Balcani, è il luogo dove si è concentrata la maggiore diversità e la maggiore ricchezza culturale e sociale dell’intero Pianeta.

Si è conclusa ieri alle h 14:00 italiane la consultazione pubblica per scegliere la bandiera del Mediterraneo. A rispondere all’appello “disegniamo insieme la bandiera del nostro mondo”, lanciato in turco, arabo, italiano, francese, inglese, spagnolo, portoghese, greco, hanno risposto quasi 900 designer, artisti, ma anche persone comuni, bambini, semplici appassionati che dal 4 maggio al 15 giugno hanno inviato 1.002 disegni di bandiere allegando un breve “concept” per spiegarne i valori.

Poi una commissione internazionale di grafici, fotografi, poeti, scrittori e semplici cittadini del Mediterraneo ha selezionato le 4 maggiormente rappresentative che sono state pubblicate e diffuse da Progetto Mediterranea e grazie ai MediaPartner dell’iniziativa: Linea Blu – Rai 1, il mensile Bolina, il quotidiano La Stampa, con la collaborazione del partner tecnico Genova for Yachting.

Dal 18 giugno, infine, la rete e il pubblico hanno votato, fino alle 14.00 di ieri, nel complesso 5.803 persone hanno espresso la loro libera opinione. E quella che ha vinto eccola, nell’immagine. Valori di speranza, di resilienza, di identità, un sole giallo che sorge e illumina il nostro grande mare. A disegnarla, tre ragazzi, tre studenti catanesi: Salvatore Scollo, Hushmand Toluian e Guglielmo Persano. 1797 voti per loro. Complimenti. E complimenti agli altri tre arrivati secondo, terzo e quarto: Achille Borredon da Napoli (1667) Francesco Voce da Crotone (1645) Leone Comini da Udine (694).

Io che ho avuto l’idea e che con Progetto Mediterranea l’ho lanciata, sono entusiasta, perfino commosso. E non solo perché ieri, 30 giugno 2020 è nata la bandiera del sub-continente mediterraneo, ma perché grazie a questa iniziativa, per la prima volta, migliaia di persone hanno guardato al nostro mondo per tutta la sua reale estensione. Il Mediterraneo non è il Tirreno e l’Adriatico, ma molto di più.

Oggi, in tanti, conoscono almeno il perimetro reale del grande mare che ci unisce. E non è poca cosa. Quando nasce una bandiera, prende avvio una grande storia d’amore, e non si scherza più. Questa bandiera è il primo passo, il simbolo di pace e integrazione, di coesistenza nella diversità che porterà inevitabilmente e necessariamente ai futuri “Stati Uniti del Mediterraneo”. Quando nacque la prima idea di Europa si era nel 1943, cadevano le bombe dovunque, pareva un’utopia, e invece. E così oggi. Il Mediterraneo appare diviso, morente, ma una nuova speranza parte sempre dalle macerie.

L’Europa, nata mentre si sterminava, oggi ha bisogno del Mediterraneo più che mai. Per sopravvivere. Per questo voglio inviare questa bandiera ai 30 Capi di Stato dei Paesi mediterranei, ai vertici dell’Ue, alle autorità italiane. A tutti. E soprattutto la isserò con orgoglio su imbarcazione Mediterranea. Lo faremo, per la prima volta, il prossimo 24 luglio nel corso di una cerimonia pubblica a Porto Maurizio, Imperia. Vi aspetto.

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