Strakosha che si guarda intorno smarrito come il meme di John Travolta, Gagliardini che riesce a centrare la traversa da due passi: due immagini chiave di una 27esima giornata di Serie A che potrebbe diventare decisiva per lo scudetto. Eh sì, perché la Lazio che perde a Bergamo e la brutta Inter che si fa riprendere negli ultimi minuti dal Sassuolo a San Siro fanno andare in fuga la Juventus, vittoriosa a Bologna e a +4 sui biancocelesti e addirittura a +8 sui nerazzurri. E dire che per come era cominciato il mercoledì calcistico in casa bianconera, complice il momento di non particolare brillantezza, qualche strega Sarri e i suoi devono averla vista: la Lazio dei primi 40 minuti di gioco ha rasentato la perfezione calcistica. Dirlo non è un’esagerazione.

L’aveva preparata bene, Simone Inzaghi, scherzando per quaranta minuti l’arma più micidiale dell’Atalanta di Gasperini agli Azzurri d’Italia: elusa sistematicamente la pressione alta, con i biancocelesti che scappavano in contropiede in superiorità numerica. Così è arrivato il primo gol, con De Roon in disperato tentativo di recupero che ha infilato la sua porta. E dopo la perla di Milinkovic Savic la Lazio ha avuto l’opportunità di andare sul 3 a 0 diverse volte, in contropiede, sprecando tantissimo. Grave errore, perché poi è rientrata in campo la Dea, accorciando le distanze a fine primo tempo con Goosens, pareggiando con Malinovsky che in omaggio al suo illustre omonimo antropologo ed esploratore è andato a scovare gemme incredibili nella porta di Strakosha. L’estremo albanese è andato in bambola 10 minuti più tardi, con un’uscita incomprensibile su calcio d’angolo, lasciando a Palomino il gol del definitivo vantaggio. Quattro punti di distanza in 11 gare restanti sono assolutamente recuperabili per gli uomini di Inzaghi, ma è innegabile che la sconfitta di ieri sia pesante.

Brutta per tutti i 90 minuti invece l’Inter, che va in svantaggio col Sassuolo, riesce a rimetterla in piedi chiudendo il primo tempo in vantaggio per 2 a 1 e poi gioca un secondo tempo sciagurato in cui anche Conte ci mette del suo: disastrosa l’entrata di Young per Biraghi, che aveva fatto anche gol e stava giocando una delle sue migliori partite. L’inglese, invece, prima viene graziato per un fallo di mano abbastanza netto in area e cinque minuti dopo stende Muldur e a quel punto il rigore viene fischiato e poi trasformato da Berardi per il 2 a 2. E nonostante trovi la forza per tornare in vantaggio con Valero, una serie di marcature sciagurate in aria di rigore consentono al Sassuolo di pareggiare con Magnani a un minuto dal novantesimo. Un gol, quello di Magnani, che assieme all’incredibile errore di Gagliardini che avrebbe portato i nerazzurri sul 3 a 1, può rappresentare il definitivo addio ai sogni scudetto: otto punti dalla vetta a questo punto del campionato sono davvero tanti. Vince in rimonta la Roma, con doppietta di Dzeko dopo il vantaggio iniziale della Samp con Gabbiadini. Ride in poltrona la Juventus, dopo la paura per aver visto le inseguitrici incalzarla, in un momento in cui tra infortuni, nervosismo e scarsa forma i bianconeri avrebbero mal sopportato il fiato sul collo.

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