Mentre il premier Conte continua le consultazioni con i ministri e i capi delegazioni dei partiti di maggioranza per organizzare il programma e i contenuti degli Stati Generali in programma da venerdì a Villa Doria Pamphilj e nel giorno in cui emergono i nomi di alcuni ospiti di peso (da Christine Lagarde a Ursula Von der Leyen, come raccontato da Il Fatto Quotidiano), arriva la prima defezione. E si tratta di un rifiuto dal peso specifico importante, visto che provocherà ripercussioni politiche interne. Durante il vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, infatti, il centrodestra ha deciso di non accettare l’invito del presidente del Consiglio. Scelta unanime, con le fonti che hanno parlato di “fronte compatto sul no alla partecipazione” all’appuntamento. La motivazione? I tre partiti – fanno sapere voci interne del centrodestra alle agenzie di stampa – hanno ribadito di essere pronti a confrontarsi con il governo in qualsiasi momento, ma soltanto in occasioni e sedi istituzionali.

Il premier replica al centrodestra e annuncia dettagli e programma – Non si è fatta attendere la replica di Giuseppe Conte, che durante una conferenza stampa improvvisata davanti a Palazzo Chigi ha risposto al centrodestra: “Villa Pamphili è una sede istituzionale di alta rappresentanza della Presidenza del Consiglio – ha detto – sorprende la risposta delle opposizioni perché la convocazione era un gesto di attenzione anche nei loro confronti. Luogo più istituzionale di questa non si può”. Il premier poi ha fornito qualche particolare in più sul programma dell’appuntamento: “Avremo sabato una giornata inaugurale dedicata al contesto internazionale, avremo tanti ospiti e ci confronteremo – ha annunciato – Da lunedì inizierà il confronto con tutte le parti migliori del paese, inizieremo con Colao che ci darà il senso dell’iniziativa. Il suo è un buon lavoro: ha ricevuto come normale varie critiche, ci stanno. Con i ministri stiamo lavorando con grande soddisfazione. Stiamo mettendo su un piano, sarà un confronto di lavoro ma molto concreto perché vogliamo arrivare con un quadro preciso agli Stati generali“. Sul piano organizzativo, invece, emergono altri dettagli: tutti gli incontri si terranno a porte chiuse, quindi non ci sarà spazio e tempo per i media. Al termine dell’appuntamento, invece, Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa.

Durigon prima del vertice: “Andremo”. Salvini non chiude. Poi il no all’invito – Tornando al niet del centrodestra, evidentemente Salvini, Meloni e Tajani non considerano istituzionali né gli stati generali né Villa Doria Pamphilj. La location romana, tuttavia, è ufficialmente una delle sedi del governo, ricordata peraltro perché in passato è stata scelta dai premier come luogo per le visite istituzionali di alcuni leader mondiali. La decisione del centrodestra, che evidentemente non vuole avvalorare politicamente l’appuntamento voluto e organizzato da Giuseppe Conte, è arrivata dopo una mattinata di dichiarazioni contrastanti. Il deputato e coordinatore romano della Lega Claudio Durigon, ad esempio, aveva fatto sapere di non apprezzare l’iniziativa (“troppa demagogia”, ha detto), ma aveva assicurato la partecipazione della Lega. Anche lo stesso Salvini non aveva chiuso a un eventuale sì del Carroccio. “Da Conte ho ricevuto un messaggino. Diceva: ‘Venite a esporre le vostre idee'” ha annunciato l’ex vicepremier a L’aria che tira su La7, per poi aggiungere: “Cerchiamo di capire com’è, dov’è, di cosa si parla, con chi… E’ bizzarro: gli italiani pagano il Parlamento non le ville. Rispondo per educazione: ti faremo sapere chi viene quando ci spiegherete cos’è”. Non è dato sapere se la risposta di Conte è arrivata, fatto sta che il centrodestra ha deciso di non esserci. “Gli italiani non hanno bisogno di altri show e passerelle, c’è bisogno subito della cassa integrazione per milioni di lavoratori, soldi veri per imprenditori e famiglie, scuole aperte e sicure” ha detto Matteo salvini, che poi ha ribadito: “Il luogo del confronto e della discussione è il Parlamento, non sono le ville o le sfilate. 60 milioni di persone non possono dipendere dall’umore di Rocco Casalino“.

Gli incontri di Conte con ministri e maggioranza – Nel frattempo e al netto del primo vero no incassato (quello delle opposizioni era nell’aria, nonostante le aperture di Forza Italia degli ultimi tempi), Giuseppe Conte continua a lavorare per cercare la quadra nella maggioranza. In serata (intorno alle 21.30) è fissato l’incontro con i capigruppo di Leu proprio in vista degli stati generali dell’economia per il piano di rilancio del Paese. Alle 9 del 11 giugno invece il premier incontrerà i capigruppo renziani di Italia Viva, alle 10.30 il Movimento 5 Stelle e alle 12 sarà la volta del Partito democratico. In giornata, invece, Conte ha fatto il punto con i ministri del suo governo. In tal senso, tra la mattina e il pomeriggio numerosi i colloqui: Lorenzo Guerini, Roberto Speranza, Vincenzo Spadafora, Stefano Patuanelli, Nunzia Catalfo, Alfonso Bonafede, Elena Bonetti, Lucia Azzolina, Francesco Boccia e Sergio Costa.

Chi ci sarà, da Von der Leyen a Sassoli – Tornando agli ospiti illustri, va sottolineato che la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen ha confermato la sua presenza: sabato mattina sarà in collegamento da Bruxelles. Presente, come reso noto già ieri, anche il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, sempre in videoconferenza.Tra gli invitati anche il nome della presidente della Bce, Christine Lagarde. La sua presenza non è ancora confermata, ma a Palazzo Chigi confidano di averla nel carnet degli ospiti illustri. Stesso discorso per Kristalina Georgieva, direttore del FMI.

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