Le Nazioni Unite tornano a denunciare i “linciaggi razziali dei nostri giorni” che gli afroamericani continuano a subire negli Stati Uniti. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi di Michelle Bachelet, Alto Commissario Onu per i diritti umani, che ha parlato di “discriminazioni razziali endemiche” negli Usa, un gruppo di 66 esperti di diritti umani dell’organizzazione hanno fatto riferimento, in due diverse dichiarazioni, alla violenza della polizia e al razzismo sistematico che emerge dai casi come quello di Gorge Floyd e di altri afroamericani uccisi nel corso delle operazioni delle forze dell’ordine. E prendono di mira anche il presidente Donald Trump che, con le sue dichiarazioni in cui chiede di usare il pugno duro contro i manifestanti, usa “un linguaggio che evoca i segregazionisti razziali del passato”.

Uccisioni, quelle a cui si fa riferimento, spesso documentate, come nel caso di Floyd, da video che sono “uno shock per le nostre coscienze ed evocano il terrore che il regime dei linciaggi negli Stati Uniti intendeva incutere”. Una situazione, quella che si vive nel Paese, che secondo i funzionari dell’Onu giustifica il timore degli afroamericani per la propria incolumità: “Considerati i così tanti esempi di impunità in casi di violenza razziale di questo tipo, gli afroamericani hanno buone ragioni di temere per la propria vita“, aggiungono sottolineando come nella polizia Usa ancora pesi “l’eredità del terrore razziale” che affonda le sue origini nelle ” pattuglie per catturare gli schiavi e al controllo sociale”.

E a questa situazione può mettere fine solo un governo che affronti il “razzismo sistemico e i pregiudizi razziali che esistono all’interno del sistema di giustizia, avviando un’indagine indipendente e assicurando che vengano attribuite le responsabilità per tutti i casi di violenza eccessiva da parte della polizia”. Ma questo non può accadere se lo stesso presidente “minaccia una maggiore violenza dello Stato, usando un linguaggio che evoca i segregazionisti razziali del passato dell’America che si sono impegnati per negare ai neri i loro diritti umani fondamentali”, hanno concluso gli esperti in riferimento a dichiarazioni come quelle di qualche giorno fa, quando Trump su Twitter ha scritto che se i dimostranti fossero riusciti ad entrare nella Casa Bianca “avrebbero trovato i cani più feroci ad accoglierli”. Parole che, secondo molti, sembravano evocare le immagini delle pattuglie di schiavisti che davano la caccia con i cani agli schiavi fuggiti.

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