Nicolas Vaporidis, attore e produttore cinematografico di origine Greca, ha spiegato all’Adnkronos il suo punto di vista sulle decisioni della Grecia quanto alla regolamentazione del turismo dall’Italia: “Non è certo per una forma di razzismo nei confronti degli italiani né per una forma di esclusione ma semplicemente per precauzione. E’ una decisione che serve a tutelare sia loro che noi. I Greci non sono dei pazzi, credo che ci siano delle esigenze importanti a tutela della salute dei cittadini”, ha detto. Secondo l’attore “pensare che sia una forma di razzismo è una follia” e così anche le parole del governatore Zaia, che ha definito la decisione della Grecia “allucinante”, sono per l’attore “come proiettili“. Vaporidis ha invitato ad abbassare i toni, non solo per quanto riguarda Zaia ma tutta la classe politica: “Le accuse di razzismo fanno male a chi li riceve e fanno male agli italiani ”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Anna Kanakis: “La Grecia fa benissimo a tutelarsi. Vivono di turismo, non possono rischiare”

next
Articolo Successivo

Gerry Scotti: “Ho rischiato di rimanere bloccato in Polonia per il coronavirus. D’improvviso avere 60 anni significava essere più a rischio”

next