Già ieri, quando era scoppiata la polemica per l’esclusione dei Comuni dichiarati zona rossa dalle aree che beneficeranno dei 200 milioni di euro previsti dall’articolo 112 del decreto Rilancio, che prendeva in esame solo quelli “ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza“, erano state annunciate modifiche in Parlamento. Oggi i deputati Federico Conte (Leu), Umberto Del Basso De Caro (Pd), Vito De Filippo (Iv) e Nicola Stumpo (Leu) hanno dichiarato che sarà presentato un emendamento per comprendere tutte le altre zone rosse d’Italia: “La proposta è pronta – dicono – I Comuni che sono stati zona rossa hanno tutti pari dignità. Non possono essere fatte discriminazioni. Va ripristinata la prima formulazione del Decreto che all’articolo 112 riconosceva a tutti i Comuni italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni”.

Le proteste degli amministratori locali erano iniziate quando un avviso di rettifica pubblicato in Gazzetta ufficiale il giorno dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio aveva cancellato le parole “comuni dichiarati zona rossa”, limitando così l’accesso a quei fondi alle cinque province del Nord in cui si sono registrati più contagi.

Notizia che ha scatenato le proteste, tra gli altri, di Matteo Salvini: “Governo senza vergogna, agisce nell’ombra della notte e sottrae risorse a tanti Comuni italiani che dalla sera alla mattina non si ritrovano più nell’elenco di quelli inclusi nella zona rossa”. Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si era unito: “Noi facciamo ricorso perché il decreto è offensivo per i veneti”.

Lamentele anche da parte degli amministratori di marca Pd, come il campano Vincenzo De Luca che ha chiesto una “immediata correzione” e parlato di decisione “incredibile”, definendo “sconcertante che si sia solo immaginato di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell’emergenza Covid”.

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