Aveva dichiarato che se anche la Cina non avesse aderito, sarebbe stato pronto a ritirarsi. Ma al centro della decisione di Donald Trump di uscire dal trattato Open Skies c’è la Russia, accusata dal tycoon di avere violato il patto. Negoziato nel 1992 ed entrato in vigore 10 anni dopo, permette ai Paesi che lo hanno sottoscritto di poter sorvolare i rispettivi territori con strumenti di rilevazione elettronica, per verificare le attività militari. Con questa decisione sono tre i trattati sul controllo delle armi dai quali il presidente americano ha deciso di ritirarsi dopo quello siglato con Teheran nel 2015 dall’amministrazione di Obama e il più recente Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty sulle armi nucleari, che pose fine alla Guerra Fredda. Secondo il quotidiano americano, la decisione del presidente indica la volontà di ritirare gli Usa anche dall’ultimo importante trattato militare in vigore con la Russia, il New Start, che limita gli arsenali nucleari di Washington e Mosca a 1.550 missili ciascuno. Il New Start scadrà poche settimane dopo l’inizio del nuovo mandato presidenziale.

L’accusa: “La Russia viole il trattato” – L’amministrazione Usa ha riferito di voler uscire dal trattato perché la Russia starebbe violando il patto e le immagini raccolte durante i voli di ricognizione possono essere ottenute rapidamente e a costi inferiori dagli Stati Uniti o dai satelliti commerciali. L’uscita dal trattato mette a dura prova le relazioni tra Washington e Mosca, tra la perplessità degli alleati europei e di alcuni membri del Congresso. Gli Stati Uniti da tempo lamentano le violazioni russe dell’Open Skies dopo che Mosca non ha concesso il diritto di sorvolo su una città dove si riteneva ci fossero installazioni missilistiche oltre a vietare voli su importanti esercitazioni militari russe. In una serie di rapporti riservati, il Pentagono e l’intelligence Usa hanno inoltre denunciato che la Russia stia sorvolando il territorio Usa per mappare le infrastrutture critiche, possibili bersagli di attacchi informatici. Secondo il New York Times, funzionari americani hanno inoltre dichiarato che Trump sia stato irritato da un volo russo direttamente sopra la sua tenuta da golf Bedminster, in New Jersey, nel 2017.

La storia del trattato – A proporlo per primo all’ex Unione Sovietica, per consentire voli di ricognizione sui rispettivi territori, fu il presidente Dwight Eisenhower nel luglio del 1955. All’inizio Mosca rifiutò l’idea, in seguito accettò quando l’accordo fu proposto nuovamente dal presidente George H.W. Bush nel maggio 1989. Il trattato è entrato in vigore nel gennaio del 2002 ed è stato firmato da 34 nazioni. Il Kirghizistan lo ha firmato ma non lo ha ancora ratificato.

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