Incendi in Francia e Spagna, sale a 300mila il totale degli sfollati. Nuovi roghi a Valencia
Le colonne di fumo spagnole si connettono a quelle francesi, mentre i due Paesi continuano a bruciare e sale a 300mila il numero totale di sfollati e i centri di accoglienza continuano a riempirsi a causa degli incendi record. L’Unione europea ha schierato 5 aerei e 2 elicotteri della flotta rescEU in Francia e ne manderà 4 in Spagna, come annunciato sui social dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha detto che “l’Europa è al fianco della Francia e della Spagna di fronte agli incendi devastanti che le colpiscono”. Anche Papa Leone XIV, al termine dell’Angelus in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, ha rivolto un pensiero ai due Paesi: “A fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori”.
Cosa sta succedendo in Francia
Da sabato sera, 1.500 militari sono schierati in Gironda e nelle Lande per sostenere le operazioni di evacuazione e proteggere le abitazioni incustodite, mentre un aereo militare A400M, equivalente a tre Canadair, è entrato in azione in supporto ai 2.500 vigili del fuoco impegnati a terra, tra cui si registrano 54 feriti.
Sempre nella serata di ieri le autorità locali hanno disposto nuove evacuazioni in diversi comuni vicino a Bordeaux: Marcheprime, Le Barp, Biganos, Mios e Cestas, che conta 55mila abitanti. Il portavoce del consiglio comunale di Bordeaux ha dichiarato a Sky News che si stanno “attualmente studiando diversi scenari possibili per l’evoluzione dell’incendio”, inclusa l’evacuazione totale della città. Sale quindi a 220.000 il numero totale di civili sfollati da quando l’incendio ha ripreso vigore mercoledì scorso a Saumos, in Gironda. Prima di queste nuove evacuazioni, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez aveva ritenuto che, con quasi 200mila persone costrette a lasciare le proprie abitazioni o i luoghi di vacanza, fosse “molto probabile” che si trattasse della più imponente operazione di evacuazione di civili mai condotta in Francia al di fuori di un conflitto. Gli sfollati affluiscono in massa nei centri di accoglienza sovraffollati intorno a Bordeaux. ”Ci hanno detto ‘dovete evacuare’. Abbiamo visto le colonne di fumo, come un vulcano destinato a esplodere”, racconta all’Afp il settantenne Frédéric Tavitian, che ha trovato rifugio nel Parc des Expositions. Disorientati e abbattuti, gli sfollati dormono su letti da campo o su tappeti stesi a terra, spesso senza chiudere occhio. Le fiamme hanno già bruciato 42.000 ettari di terreno, come annunciato dalla prefettura della Gironda in un bollettino diffuso all’alba di oggi, e distrutto almeno 100 edifici e 140 abitazioni. Da inizio anno in Francia sono bruciati un totale di 98.000 ettari di terreno: “Un record storico”, ha commentato il ministro dell’Interno Laurent Nuñez.
Secondo i vigili del fuoco del dipartimento della Gironda, il fuoco ha formato un “pirocumulonembo“, in cui l’incendio “crea un proprio vento, con vortici, diventando imprevedibile e incontrollabile”. “È una desolazione” commenta Matthieu Plessis, 40 anni, scoprendo le rovine ancora fumanti della sua casa in Gironda. Aveva lasciato la zona venerdì e la sua abitazione era “ancora in piedi ieri sera”, ma “è bruciata nella notte”. È stato un “inferno: alle 15:00 era buio pesto a causa della quantità di fumo e abbiamo visto i vigili del fuoco ritirarsi progressivamente, i venti sono cambiati e non è rimasto più nessuno a proteggere le case”. 3mila persone precedentemente evacuate sotto la minaccia delle fiamme avrebbero dovuto poter fare rientro nelle proprie abitazioni sabato sera a Biscarrosse, a sud di Bordeaux, nei settori ormai “completamente stabilizzati”, ma in un’intervista in uscita domenica sul quotidiano francese La Tribune Nuñez ha avvertito che “finché il fuoco non sarà circoscritto, non ci sarà alcun rientro” per le persone evacuate, poiché “la situazione rimane molto critica” e l’incendio “richiederà molto tempo per essere domato”. Su X, il ministro ha scritto che “nella notte, nella regione della Gironda, l’incendio è diventato estremamente intenso e imprevedibile, generando vento proprio e propagandosi in modo irregolare verso l’area metropolitana di Bordeaux”, aggiungendo che le fiamme “si sono calmate verso la fine della notte”.
Come riferisce Bfm Tv, l’autostrada A63 tra Bordeaux e la Spagna è stata chiusa per precauzione per un tratto di 60 chilometri: su richiesta della prefettura, il servizio è sospeso in direzione di Arcachon e fino a Morcenx, in direzione di Dax e Mont-de-Marsan. Nel frattempo, la Società nazionale delle ferrovie francesi ha annunciato stamattina un’interruzione del traffico ferroviario a sud di Bordeaux fino a nuovo avviso. Accorciata anche la 21esima e ultima tappa del Tour de France, con il classico arrivo sugli Champs-Élysées, per alleggerire il carico di lavoro dei servizi di soccorso, in particolare nella Gironda. Un altro incendio rimane ancora molto attivo nel sud-est della Francia, con 3.250 ettari bruciati in cinque giorni e quasi 2mila persone evacuate. Anche l’isola della Corsica è in preda da diversi giorni a un incendio che i vigili del fuoco faticano a domare e che ha incenerito oltre 800 ettari nell’area di Corte, secondo le autorità.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ringraziato Romania, Croazia, Germania, Portogallo, Svezia, Svizzera, Repubblica ceca e Slovacchia “per il loro prezioso sostegno” nel quadro del meccanismo europeo di Protezione civile, affermando che “Questa è l’Europa. Dinanzi alla crisi, incarna la solidarietà su cui è stata fondata”. Macron rivolge un pensiero anche a Spagna, Italia, Grecia e “a tutti i popoli che stanno attualmente combattendo contro gli incendi”, rassicurando la popolazione con la promessa: “Ricostruiremo, ripareremo e saremo lì finché necessario”.
Gli aggiornamenti dalla Spagna
Non va meglio dall’altra parte dei Pirenei. A ovest di Madrid, due incendi boschivi si sono uniti ed erano sul punto di di fondersi con un terzo rogo incontrollabile nella vicina regione di Castiglia e León, mentre nella serata di ieri le autorità hanno ordinato l’evacuazione di altri otto comuni nella regione di Toledo. Inoltre, un nuovo fronte di incendi si è aperto vicino alla città di Valencia dopo il rogo divampato ieri a Vall d’Uixó, nella provincia di Castellón, che ha interessato 15 comuni e costretto 16mila persone a evacuare.
Il totale degli sfollati, secondo gli ultimi dati, sale quindi a 78mila: quasi 30mila nella regione di Madrid, 32mila in quella di Avila, 16mila nel Castellon. Gli ettari di terreno bruciati ammontano a 25.000 a ovest dei Madrid, mentre “è ancora difficile determinare” un numero preciso sul fronte valenciano, secondo Juanfran Perez Llorca, presidente della regione di Valencia. “L’incendio è oltre la nostra capacità di spegnimento; ha un perimetro di circa 21 chilometri“, ha aggiunto.
Le autorità spagnole si dicono un po’ più pessimiste, per stessa ammissione del ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska: “Le condizioni meteorologiche, come avete potuto constatare nel corso dell’intera giornata, non hanno aiutato affatto. La notte non si preannuncia molto favorevole, non sarà un momento di riposo per noi”, ha dichiarato ieri sera alla stampa. Le raffiche di vento spingono infatti l’incendio verso sud, e nell’area di Madrid aerei antincendio portoghesi, italiani e di altri Paesi stanno supportando le squadre spagnole a terra. Anche nella regione di Valencia le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi.
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha dichiarato che “la nostra priorità, il nostro pensiero, il nostro obiettivo sono le vostre vite, salvare le vostre vite e proteggere le aree abitate”. Priorità al momento rispettata, a parte l’unica vittima di ieri durante un incendio, ora sotto controllo, nei pressi di Valencia. Sanchez si è recato nella regione di Avila, dove ha detto ai giornalisti: “Ci attendono certamente ore difficili, ma le informazioni che abbiamo ricevuto qui indicano che la notte è stata molto positiva in termini di avanzamento dell’incendio, contenimento e operazioni antincendio”. Ha inoltre aggiunto che in meno di 24 ore gli ettari di terreno bruciati nel 2026 sono passati “da 130.000 a 150.000”, sei volte tanto la cifra de 2025, che “era già un anno particolarmente grave in termini di aree colpite da grandi incendi”. Sanchez ha poi annunciato che martedì il governo dichiarerà le zone colpite dagli incendi come gravemente danneggiate da un’emergenza.