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Attentato al Pride di Berlino, Merz: “Ripugnante, pene severe”. Von der Leyen: “Uniti alla comunità Lgbtqi+”. Il cordoglio di Meloni

Il cancelliere ha definito l'attentato un attacco a tutta la società tedesca. Giorgia Meloni: "L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo"
Attentato al Pride di Berlino, Merz: “Ripugnante, pene severe”. Von der Leyen: “Uniti alla comunità Lgbtqi+”. Il cordoglio di Meloni
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“Che atto ripugnante a Berlino”, ha scritto su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz dopo i fatti di Berlino, dove alle 22 di sabato 25 luglio un minivan bianco è entrato nel parco cittadino di Tiergarten investendo le persona presenti per partecipare al Christopher Street Day, il Pride berlinese. “Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo hanno celebrato pacificamente il Christopher Street Day. Volevano una convivenza fondata sul rispetto e la tolleranza. Questo è un attacco alla nostra società”, ha scritto Merz, che al momento dell’accaduto si trovava in Baviera per per partecipare al Festival di Bayreuth. Il cancelliere ha assicurato che “lavoreremo con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito”, e ha espresso vicinanza alle vittime e ai loro familiari, augurando una pronta guarigione ai feriti e ringraziando il personale di soccorso intervenuto.

Tra le prime reazioni, quella del sindaco di Berlino Kai Wegner, che ha parlato di un “attacco alla nostra società libera e aperta al mondo. Berlino è la città della libertà – e oggi la nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile”. “Che cosa terribile! Distruggere brutalmente una festa così gioiosa e commovente”, ha dichiarato l’arcivescovo cattolico di Berlino Heiner Koch secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Kna. Affidato alla Bild il commento della leader della formazione di estrema destra tedesca Afd, Alice Weidel: “Un orribile attacco islamista che lascia senza parole. Spero sinceramente che i feriti si rimettano molto presto e il responsabile venga preso velocemente”, ha detto, augurando “alle famiglie della vittime forza e sostegno”. Questo attacco “non deve rimanere impunito”.

Cordoglio anche dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “Oggi il nostro pensiero va alle vittime dell’attentato di Berlino, alle loro famiglie e a tutti coloro che partecipano alla Giornata del Christopher Street. L’odio e la violenza non hanno posto nella nostra Europa di libertà e rispetto. Continueremo a restare uniti contro coloro che cercano di seminare paura e divisione”. E dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che in un post in tedesco sui social ha espresso vicinanza alle vittime: “Siamo uniti alla comunità Lgbtqi+. La Christopher Street Day si batte per la libertà, la dignità e l’uguaglianza, valori fondamentali dell’Ue. Tutti dovrebbero poter vivere, amare e difendere i propri diritti senza paura. L’odio e la violenza non hanno posto nelle nostre società”.

Il messaggio della premier italiana Giorgia Meloni: “Esprimo, a nome del governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando a ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco”. Dall’Italia, il messaggio su X del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Europa unita si schiera contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini”. Su X anche il vicepremier Matteo Salvini: “Il fanatismo islamico è IL PROBLEMA, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose”.

Matteo Renzi su X: “Solidarietà ai feriti e alla famiglia della vittima. Ma non basta la commozione: occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle Istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi. Perché colpire il Pride a Berlino – come colpire una chiesa in Nigeria – significa colpire tutti noi”. Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, non manca di polemizzare: “Ora, cari sinistri, continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l’immigrazione di massa dai paesi islamici. E, soprattutto, continuate a sostenere che l’atto terroristico di Salim El Koudri a Modena fosse solo un gesto di uno squilibrato….magari anche questo Abdul B si farà portare un Vangelo”. Replica indiretta a certi toni dalla responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana, Marilena Grassadonia: “Sapremo meglio nei prossimi giorni cosa sia accaduto ma una cosa è certa: seminare odio porta violenza. E chi continua a farlo, anche in queste ore, spero che rifletta e responsabilmente abbassi i toni e se riesce magari chieda anche scusa a tutte e tutti noi”.

Con i vertici tedeschi se la prende invece Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria Pd ed europarlamentare: “Il cancelliere Merz lo ha definito un attacco a tutta la società. Se lo crede davvero, alle parole seguano i fatti: la presidente del Bundestag Julia Klöckner issi subito la bandiera arcobaleno sul Parlamento tedesco, dopo averne negato l’esposizione il 17 maggio, nella Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. Lo stesso Merz, proprio sulla bandiera arcobaleno, aveva difeso la scelta di non esporla per il Christopher Street Day arrivando a dire che il Bundestag “non è una tenda da circo”. Oggi – conclude – di fronte a chi semina odio e violenza servono gesti inequivocabili. La bandiera arcobaleno non è una provocazione, ma un simbolo di diritti, libertà e democrazia che sono stati colpiti. Farla sventolare sul Bundestag sarebbe il modo più chiaro per dire che la Germania non si piega all’odio”.

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