Berlino, ucciso l’attentatore in fuga: scontro con la polizia che ha aperto il fuoco. Il furgone sulla folla durante il Pride: morta una donna
Dopo 20 ore di ricerche, la polizia ha trovato e ucciso il 21enne Abdul Ballout, sostenitore dell’Isis, ritenuto l’autore dell’attentato al Pride di Berlino di sabato sera. Il giovane avrebbe tentato di aggredire gli agenti con un’arma bianca durante un’irruzione in un capanno da giardino nel quartiere berlinese di Spandau. “Verso le 18, il sospettato dell’attacco di ieri nel Großer Tiergarten è stato localizzato in un complesso di orti urbani a Spandau”, ha riferito la polizia di Berlino, aggiungendo che “secondo le informazioni disponibili finora, l’uomo sarebbe corso verso le nostre forze di intervento con un’arma da taglio, provocando così l’uso delle armi da fuoco da parte della nostra Sek di Berlino”. “Nonostante le misure di rianimazione avviate immediatamente dai vigili del fuoco di Berlino, è deceduto sul luogo dell’operazione”, aggiunge la polizia di Berlino.
Secondo le indagini, c’era Ballout alla guida del furgone piombato sulla folla a Berlino durante i festeggiamenti del Pride. Intorno alle 22 di sabato 25 luglio, un minivan bianco è stato visto entrare nel parco cittadino di Tiergarten all’altezza di Lennéstraße e, prima di finire contro un albero, investire le persone che si erano radunate al suo interno, causando la morte di una donna e il ferimento di altre 29 persone, alcune in modo grave ma nessuna in pericolo di vita. Nella notte era già stato arrestato un uomo – che risulterebbe essere di cittadinanza iraniana – ritenuto però un complice di Ballout.
Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, che parla esplicitamente di “attentato terroristico islamista“, ha confermato che, abbandonato il veicolo, il sospettato ha usato “un machete e un coltello” per aggredire diversi passanti, causando gravi ferite. Poi è riuscito a fuggire e far perdere le sue tracce per diverse ore, a quanto pare però senza lasciare mai Berlino. Abdul Ballout per la polizia è ritenuto “un sostenitore dello Stato Islamico”. Nato a Berlino nel 2005 e cittadino tedesco di origine libanese, era stato condannato un anno e dieci mesi con pena sospesa per “preparazione di un piano terroristico contro lo Stato”. In libertà vigilata, da giugno stava partecipando a un programma di de-radicalizzazione. “Non sappiamo se ci fossero complici o persone che lo hanno sostenuto”, ha precisato nel pomeriggio di domenica Florian Nath, portavoce della polizia di Berlino.
Attaccato il Christopher Street Day. Il sindaco: “Berlino è la città della libertà”
Centinaia di migliaia le persone che avevano preso parte al Christopher Street Day di Berlino, una delle più grandi manifestazioni per i diritti Lgbtq+ in Europa. Dopo l’attentato, gli organizzatori hanno immediatamente annullato l’evento chiedendo ai partecipanti di “tornare a casa”. L’indomani, centinaia di persone si sono radunate alla Porta di Brandeburgo per commemorare le vittime. Dalle informazioni fornite dalle Autorità locali all’Ambasciata italiana a Berlino, non si hanno notizie di italiani coinvolti.
Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di un “attacco alla nostra società libera e aperta al mondo. Berlino è la città della libertà – e oggi la nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile”. Dura la reazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz: “Che atto ripugnante a Berlino”, ha subito scritto su X. “Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo hanno celebrato pacificamente il Christopher Street Day. Volevano una convivenza fondata sul rispetto e la tolleranza. Questo è un attacco alla nostra società”. Merz ha assicurato che “lavoreremo con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito”, esprimendo vicinanza alle vittime e ai loro familiari, augurando una pronta guarigione ai feriti e ringraziando il personale di soccorso intervenuto. “Che cosa terribile! Distruggere brutalmente una festa così gioiosa e commovente”, ha dichiarato l’arcivescovo cattolico di Berlino Heiner Koch secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Kna.