Il 16 marzo scorso è venuta alla luce Maria Eco, figlia di Morgan e della compagna Alessandra Cataldo. Una relazione che, a sorpresa, sta già vivendo un momento difficile: “Nascono canzoni e finiscono amori. Una quarantena di dolore assoluto, non aggiungo altro“. In un’intervista al Corriere della Sera, in occasione dell’uscita del suo libro “Essere Morgan-La casa gialla”, torna sull’ormai caso giudiziario che lo ha visto protagonista: “L’agenzia delle entrate blocca ogni guadagno per ripianare un debito, quindi non posso pagare gli alimenti per le mie figlie. Così la casa è stata pignorata e sono stato cacciato. Secondo me è incostituzionale: senza la mia abitazione-laboratorio non posso esercitare il diritto al lavoro“.

“Casa gialla era come la chiamava Anna Lou, mia figlia che ho cresciuto lì nei primi 4 anni di vita. Pensate alla crudeltà di Asia… Ora è tutto in un deposito, senza ordine”, continua il cantante che mette nel suo mirino i colleghi che non gli sono stati vicino: “Li chiamavo e sembrava avessero paura che gli chiedessi soldi. Non volevo quelli, volevo le loro opinioni, creare dibattito. Li disprezzo. Pensano solo al conto corrente, non hanno senso civico. Lo si capisce anche dai testi delle canzoni dei miei coetanei: non vorremo paragonarli a Vecchioni e Guccini, vero? Salvo Vittorio Sgarbi, il Club Tenco, Pupi Avati, il senatore Pittoni, Sergio Staino. Nella musica Tiziano Ferro che è stato sensibile nonostante in passato avessi detto cose acide sul suo conto e, dal mondo underground, Lodo Guenzi, Angelica e anche Bugo“.

Sul cantante con cui ha duettato a Sanremo, con la successiva esclusione dal Festival, però insiste: “Mi ha strumentalizzato. Mi ha fatto cantare mentre ero sotto sfratto… voleva solo il mio nome e la mia voce”. All’interno del volume spazio anche a degli scatti di un vecchio servizio fotografico dove Morgan posava senza veli e pesava solo 47 chili: “Un crollo fisico dopo la fine della storia con Asia. Una notte mi guardai allo specchio: ‘Domani potrei non essere più al mondo’. Chiamai Alice Pedroletti per testimoniare il momento”.

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