Chi ha avuto a che fare con dei banchieri per grosse somme di denaro da ottenere in prestito sa perfettamente quanto poco di ideale ci sia in quegli incontri e in quelle operazioni. Da entrambe le parti si pensa solo a dei precisi interessi. L’imprenditore all’interesse, e al rischio, suo e della sua impresa. Il banchiere all’interesse, e al minor rischio possibile, della banca e dei risparmiatori (che a loro volta hanno prestato soldi alla banca).

Io, per mia ventura, ho avuto l’occasione di stare da entrambe le parti del tavolo e ho conosciuto lo stato d’animo e il potere contrattuale di entrambe i soggetti. Cordiali, istruiti, volenterosi di scandagliare fin nel profondo l’operazione proposta, e apparentemente affabili, ma fermi entrambi nelle loro diverse posizioni. Ma poi, quasi sempre si trova lo spiraglio di qualche piccola concessione fatta di qua e di là che consente di procedere.

Adesso però in questo preciso istante non c’è più nulla che procede, tutto si è fermato. Ma chi lo sapeva? Chi poteva sapere che un piccolissimo, invisibile organismo che qualcuno ha chiamato Covid-19 in pochi mesi avrebbe fermato il mondo? E seminato morti a migliaia. Come in una vera guerra. E che a Bergamo avremmo visto convogli di camion militari, carichi di bare, allontanarsi dalla regione in cerca di forni crematori perché quelli della sfortunata città lombarda avevano liste d’attesa troppo lunghe? E che persino nella mitica “Grande Mela” a pochi chilometri di distanza dai super-computer che a Wall Street muovono miliardi di dollari in nanosecondi, avremmo visto dozzine di povere bare, accatastate una sull’altra a riempire una grande “fossa comune” riservate a disgraziate persone passate in pochi giorni dalla vita alla morte nel più completo oblio a causa della pandemia?

I poveri e i senzatetto sono i più esposti di tutti. Molti di loro hanno perso la casa nella crisi del 2008 e, specialmente a New York (con quei prezzi!) l’unica alternativa era vivacchiare in qualche modo in attesa del giorno… che ora è venuto. Qualcuno parla già di “punizione divina”, come col diluvio universale (sono specialmente i “Creazionisti” a farlo nelle loro università, come sempre contestati dagli “evoluzionisti”).

Quello che si era temuto nel 2008 per le grandi banche sta invece succedendo oggi per le grandi economie. Tutte costrette a fermarsi quasi completamente, per mesi interi, allo scopo di “nascondersi”. Tutti chiusi in casa, per non farsi vedere, toccare, infettare da quel killer invisibile, che può essere ovunque, anche nelle persone che conosci. E se non lo eviti ti può uccidere in due settimane o poco più (dipende se trovi un posto in un ospedale, ma anche medici e infermieri stanno morendo).

Ecco, in un momento come questo, quando è in gioco la vita di tanti (e forse persino dell’intera umanità, se gli scienziati non trovano in fretta il vaccino salvifico), è veramente disturbante sentire che i maggiori leader europei si perdano ancora in dispute tra Mes e Eurobond per stabilire qual è lo strumento finanziario migliore a garantire il credito (e un po’ di interessi che non guastano) di chi, magari al solo scopo di “diversificare”, mette un po’ di soldi nei bond che gli Stati emettono per pagare i servizi necessari a tutti per condurre una vita dignitosa. E’ meglio (a garantire il malloppo dei ricchi) il Mes – Meccanismo Europeo di Stabilità (o di Solidarietà)? E con la condizionalità o senza?

La Merkel, appoggiata dagli olandesi, tiene duro… e fa capire che da perfetta banchiera le condizioni le mette lei, non i debitori (noi!). Ma lei, come banchiera, non lo sa che ha in casa una Deutsche Bank che è un colabrodo? E quegli altri “succhia-sangue” dei paradisi fiscali che fanno i professori è ora che la piantino con quelle arie da bottegai di razza (quelli che sono bravi a non fare mai sconti a nessuno) e pensino un po’ anche a strategie degne della posizione che occupano.

Ammesso che ce la caviamo tutti col virus, credono davvero che si possano affrontare le “tigri asiatiche” e la superpotenza Usa (senza dimenticare la Russia ai nostri confini) contando gli spiccioli che possono spremere dall’Italia e dagli altri paesi svantaggiati per vent’anni da un euro che favoriva sfacciatamente i paesi nordici?

Questo 2020 segna, per una serie di concatenazioni davvero uniche, una grande occasione per fare la vera Unione Europea anche a dispetto di chi non la vuole, ma bisogna metter da parte lo spirito mercantile e sfoderare, come avevano fatti i nostri padri alla fine del secondo grande conflitto mondiale, gli ideali di crescita solidale che hanno per 50 anni reso l’Europa modello da seguire per tutto il mondo.

L’Unione europea deve essere fondata come una famiglia, nel vecchio ma indispensabile motto del “Uno per tutti, tutti per uno”, non come una società per azioni. I fondatori della federazione statunitense hanno per esempio già differenziato nel modo giusto il numero e i poteri dei loro rappresentanti tra Camera e Senato. Non si può in democrazia far differenza sul patrimonio in dote invece che sulle persone. Se Germania e alleati insistono su questa strada, l’Unione europea non si farà mai (e finirà come i Filistei). Se c’è ancora qualche “statista” in Europa, questa è l’ora per farsi vedere.

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