La star del calcio Ronaldinho è uscito dal carcere di massima sicurezza in Paraguay dopo più di un mese, ma ancora non può dire di essere un uomo libero. Il brasiliano infatti dovrà scontare gli arresti domiciliari in un hotel di lusso ad Asuncion, in Paraguay, in attesa del processo rinviato a causa dell’emergenza coronavirus arrivata anche in Sudamerica. Affinché il giudice Gustavo Amarilla accettasse la richiesta del calciatore, il “Pallone d’oro” del 2005 ha però dovuto pagare un totale di 1,6 milioni di dollari (1,5 milioni in euro).

L’ex vincitore della Coppa del Mondo era finito in carcere il 6 marzo insieme al fratello, Roberto De Assis Moreira, accusati di aver usato un passaporto falso per entrare nel paese. Nei 32 i giorni trascorsi nella struttura penitenziaria “Agrupación Especializada”, l’ex calciatore del Barcellona ha anche festeggiato il suo quarantesimo compleanno e non sono mancate le partite di calcio con il resto dei detenuti che lo hanno reso popolare nel centro penitenziario.

Spinto dal desiderio di uscire, più volte Ronaldinho, insieme ai suoi avvocati, ha chiesto gli arresti domiciliari. Dopo essersi visto negare per tre volte la richiesta, causa “pericolo di fuga“, al quarto tentativo il giudice ha detto di sì: in cambio sia Ronaldinho che il fratello di lui hanno dovuto pagare una cauzione di 800.000 dollari ciascuno. I due sconteranno ora insieme gli arresti domiciliari all’Hotel Palmaroga, situato nel centro storico della capitale paraguaiana, sotto la sorveglianza della polizia nella capitale Asunción.

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