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di Giuliano Checchi

L’intervento del Governo, che mette a disposizione di tutte le imprese 400 miliardi di crediti, garantiti dallo Stato al 90% (e in certi casi anche al 100%), viene da qualcuno criticato. Il che è legittimo, per carità. Purché le critiche si facciano con argomenti, e non con sterili invettive e insulti, che denotano solo partigianeria ottusa, e anche malafede. Quali sono allora gli argomenti a sostegno di queste critiche?

Sostanzialmente, che questi 400 miliardi consisteranno in prestiti, erogati dalle banche, non a tasso zero, che dovranno poi essere restituiti, e che quindi le imprese finiranno per indebitarsi. Qualcuno si spinge oltre, affermando che gli aiuti dovevano essere erogati a fondo perduto, che il Governo doveva cancellare o tagliare le tasse, e che servirà anche una bella sburocratizzazione.

Ok. Allora. Forse non si è capito che l’emergenza economica è seria; e che le imprese, se vorranno sopravvivere, hanno bisogno di immediata liquidità. Questi 400 miliardi, con la situazione delle finanze pubbliche, si può pretendere che sia a fondo perduto? Chi crede questo, dica almeno dove il Governo dovrebbe prenderli, 400 miliardi da regalare alle imprese! E dato che il Governo non può erogare lui il credito, chi dovrebbe farlo se non le banche?

Il credito non sarà a tasso zero? E grazie tante, visto che il denaro continua ad avere un costo! Non è che, nell’emergenza, il costo del denaro sparisce per incanto. In compenso, lo stato mette la sua garanzia, per il 90% dei prestiti (e in certi casi anche al 100%). Se vi pare poco…

Qualcuno dice: “Brinderanno le banche!”. Ah, certo… ma a parte che le tanto odiate banche ci fanno molto comodo quando dobbiamo chiedere mutui e altri finanziamenti, se dovessero crollare quelle, allora davvero “si salvi chi può”!
Inutile fingere di non saperlo.

Il Governo doveva cancellare o tagliare le tasse? Ah, e chi non lo vorrebbe? C’è solo da capire, poi, chi pagherà gli stipendi a medici, infermieri, insegnanti e quant’altro. E sarebbe ora di metterselo nella testa.

La “sburocratizzazione”? Certo, quella sì. Ma va fatta bene, con attenzione, e non a scapito dei controlli. Se la fai “alla cieca”, ti ringrazieranno solo le organizzazioni criminali, per le quali approfittarsene sarà un gioco da ragazzi. Come sfogo personale, lasciatemi dire due cose:

1) Chi finora lamentava che il Governo non era intervenuto, e adesso reclama che fa indebitare le imprese, non è che un ingrato, un piagnone e un ignorante. Uno che o crede alla “bacchetta magica” o evidentemente preferisce che un sacco di imprese falliscano!

2) Una larga fetta dell’imprenditoria (compresa la “media” e la “piccola”) dovrebbe semmai restituire le tasse non pagate per decenni, e generosamente condonate da Governi compiacenti, se non complici. Altro che “prestiti”!

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