Nel dibattito politico che accompagna l’emergenza da pandemia e i progetti per il rilancio della sanità pubblica e dell’economia in crisi, comincia a prendere piede l’invocazione per ogni opera di commissari con poteri speciali che, potendo saltare procedure e controlli, porterebbero a casa risultati stupefacenti in tempi così brevi che neanche ce ne accorgeremmo. La storia ci dice che non è quasi mai così: quando non ne approfittano, così come le cronache, ci hanno ampiamente documentato, i contro sono sempre più dei pro. Commissari straordinari crescono anche all’ombra delle giunte regionali del Nord operoso, quello dove infuria l’epidemia e dove migliaia di operatori sanitari e impegnati nei servizi di pubblica utilità lavorano incessantemente in condizioni spesso così rischiose da non esserlo nemmeno più, a volte governati da manager con un lungo passato di legami politici e poco altro.

Mentre gli ospedali e le strutture sanitarie fronteggiano al meglio l’emergenza, la giunta regionale del Piemonte a metà marzo nomina il dottor Giovanni La Valle, Commissario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. L’ha voluto l’Assessore alla Sanità, il leghista Luigi Icardi e l’incarico durerà fino al 31 maggio 2021. La Valle era già da un oltre un anno direttore sanitario della stessa Azienda, chiamato dal direttore generale della stessa, nominato dal centrosinistra prima di perdere le elezioni.

Si tratta di una delle più importanti aziende ospedaliere d’Italia – oltre alle Molinette, comprende il CTO e il Regina Margherita (Ospedale Infantile), il S. Anna (Ostetricia e Ginecologia) e altri presidi ospedalieri più ridotti –, sede di attività di eccellenza e caposaldo della sanità pubblica piemontese e nazionale, ubicate in edifici vetusti e dalle infinite ristrutturazioni. Il totale dei posti letto attualmente disponibili sfiora le 2200 unità, destinate a ridursi a 1500 circa una volta che sarà realizzato il progetto di costruzione del nuovo ospedale. Anche qui infuriavano i tagli ai posti letto, che ha a lungo animato i governanti pre-virus dell’una e l’altra parte politica.

L’investimento per il nuovo ospedale supera il miliardo di euro e viene realizzato con modalità che hanno già sollevato più di una perplessità perché le stime dimostrerebbero che la partnership pubblico/privato sarebbe eccessivamente premiale dei privati, sul piano delle garanzie e degli introiti.

Dunque, oltre che occuparsi di un’azienda ospedaliera che macina successi, apprezzamenti e deficit crescente, diventato esplosivo negli ultimi anni, il neo commissario sarà anche il dominus di uno degli appalti più ricchi e complessi del nostro paese. Anche per questo la valutazione delle referenze del soggetto non sono un fatto secondario. Dovrebbero essere il punto di partenza per una scelta la più saggia e trasparente possibile. Ecco le referenze extracurriculum del commissario.

Il dottor La Valle assurge alle cronache nell’estate del 2016 quando, in qualità di direttore amministrativo dell’AslTo4 (al secondo e ultimo mandato, con scadenza nel 2018), bandisce un concorso per la direzione generale dell’Ospedale di Chivasso (stessa Asl). Lui partecipa e lo vince pure. Solo che, invece di mettersi a dirigere l’ospedale, occupando il posto che si era appena aggiudicato, si mette subito in aspettativa per mantenere l’incarico di direttore sanitario, che è a tempo, ma è molto più prestigioso. In sostanza, un paracadute da aprire nel momento in cui terminerà il suo mandato nel 2018.

Giusto per non lasciare niente al caso, da direttore amministrativo organizza pure il bando pubblico per la ricerca del suo sostituto alla direzione dell’ospedale, sollevando un polverone di cui si occupano tutti i giornali, locali e non, con l’intervento dell’allora assessore regionale alla Sanita Saitta a chiedergli di farsi da parte. Il precedente direttore dell’ospedale, arrivato secondo al concorso, restò temporaneamente al suo posto in attesa che prendesse servizio il suo sostituto, ovvero lui.

Un mese di pausa post ferie ed ecco che nell’ottobre 2018 il dottor La Valle abbandona Chivasso e l’AslTo4, chiamato al Policlinico San Martino di Genova come Direttore Sanitario, incarico fiduciario e a tempo. I consiglieri regionali liguri del Pd si scatenano (sembra incredibile, ma è così), avanzando il dubbio che il dottor La Valle abbia i requisiti per svolgere l’incarico. Lui, difeso a spada tratta dall’assessore ligure, a Genova ci sta poco più di un anno. Viene richiamato a Torino e, dal giugno 2018, diventa Direttore sanitario dell’AOU (Azienda Ospedaliera Universitaria) Città della Salute e della Scienza.

Ora è stato nominato Commissario della stessa Azienda in una fase nevralgica in cui la realizzazione della Città della Salute diventa, insieme a quella dell’Ospedale di Novara, una delle grandi opere piemontesi di domani. Di quelle che peseranno, nel bene e nel male, sull’economia della Regione e sulla qualità delle prestazioni sanitarie alle persone. Tuttavia l’opposizione tace, forse è in quarantena.

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