No, i conti non tornano.

Sono solo un fisico. Capisco poco o nulla di virologia, biologia, medicina e discipline adiacenti. Però i conti non mi tornano. In Cina per il Covid-19 sono morte 3.285 persone, 6.820 in Italia, 3.434 in Spagna. Il tasso di mortalità è circa il 4% in Cina; quasi il 10% in Italia e il 7,2% in Spagna. Come può essere che in Italia e in Spagna ci si contagi e si muoia più che in Cina?

1. Ipotesi uno. Non è lo stesso coronavirus. Però gli specialisti dicono che invece è proprio lo stesso. Non si sono verificate mutazioni di sorta. Dunque, ipotesi da rigettare.

2. Ipotesi due. Italiani e spagnoli muoiono di più perché sono maggiormente “predisposti”, magari perché presentano un fenotipo diverso. In genetica dicesi fenotipo “l’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali di un organismo determinate dall’interazione fra la sua costituzione genetica e l’ambiente” (grazie Treccani). Nei panni di Trump mi preoccuperei e anche tanto, visto che la popolazione ispanica negli Usa ammonta al 16,7 per cento, pari a circa 52 milioni di persone (dato il soggetto, la può considerare un’opportunità).

C’è da dire che in Iran la percentuale di decessi è pari al 7,68 per cento, ma può essere imputata ai problemi del loro sistema sanitario. Ipotesi da verificare.

3. Ipotesi tre. I dati registrati non sono confrontabili. Ad esempio perché le autorità cinesi e quelle italiane e spagnole attribuiscono i decessi in modo diverso. Può essere che i cinesi contino come decessi da coronavirus quelli causati dal solo Covid-19. Italiani e spagnoli contano tutti i decessi, anche quelli in soggetti già malati di altre patologie, deboli al punto di non resistere al Covid-19. Ipotesi da verificare.

4. Ipotesi quattro. Qualcuno racconta balle. Come verificarlo? Guardando dati che apparentemente non sono direttamente collegati all’epidemia. Ad esempio le utenze telefoniche. Secondo Bloomberg in Cina è la prima volta dall’anno 2000 che viene registrata una diminuzione netta di utenti, su base mensile.

Nei primi due mesi del 2020 il numero di utenti di telefonia cellulare in Cina è diminuito in ragione di 21 milioni di utenze. Poca roba relativamente al miliardo e 600 milioni di utenti. Da notare che in Cina senza cellulare non puoi vivere: tutti i pagamenti, anche quelli minimi, si fanno tramite telefono cellulare. Non paghi la spesa al supermercato, il biglietto dell’autobus, il parrucchiere o un qualsiasi pasto. Se non hai un cellulare, non esisti. Sei morto.

Possibile? Ventun milioni di cinesi morti nei primi tre mesi dell’anno? Ufficialmente i casi di Covid-19 in Cina sono circa 82mila… Certo, l’epidemia ha ridotto di molto la migrazione interna. Chi va a lavorare lontano da casa, in altra provincia, di solito accende un contratto locale, in aggiunta a quello di “casa”. Possibile che siano oltre 20 milioni? Possibile.

Un metodo per verificare il tutto è andare a guardare cosa sta accadendo con l’andamento delle utenze dall’inizio dell’epidemia in Italia e Spagna. Se il numero di decessi è confrontabile con la riduzione dei clienti, allora… Ipotesi da verificare, comunque.

La morale di questa breve narrazione? Non accettate caramelle di informazione da chi vi dice che possiede i dati, soprattutto i Big Data. Troppo facili da manipolare. Trovare il modo di correlare tutto con tutto è banale. Raccontare balle, dando loro sapore di autenticità, un gioco da ragazzi. Per favore, attivate i neuroni prima di fare alcunché, soprattutto prima di considerare verità ipotesi plausibili.

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