Molestie sui figli? Ecco la versione di Woody. Grazie a La Nave di Teseo è disponibile online da poche ore l’ebook A proposito di niente. La biografia di Woody Allen rifiutata da mezzo mondo editoriale che verrà venduta nelle librerie italiane, restrizioni anticoronavirus permettendo, dal 9 aprile 2020. Ebbene cosa spiega Woody delle accuse a lui rivolte dall’ex moglie Mia Farrow? Beh, parecchi dettagli e qualche controaccusa non da poco. “Purtroppo devo tornare al noioso argomento delle false accuse. Non è colpa mia, gente. Chi poteva immaginare che quella donna fosse così vendicativa?”, afferma Allen riferendosi alla ex moglie.

E torna a quel pomeriggio del 4 agosto 1992, quando la psicologa che visitò l’allora 7enne figlia adottiva Dylan sentenziò che era rimasta vittima di abusi sessuali in soffitta da parte del padre. La Farrow era a fare compere e Allen la ricorda, per la prima volta in pubblico, così: “Eravamo tutti nel seminterrato a guardare la televisione, bambini e baby-sitter comprese. Siccome non c’era posto per sedermi, mi piazzai sul pavimento e per un attimo posso avere appoggiato la testa in grembo a Dylan, che era sul divano. Di certo non feci nulla di inopportuno. Era metà pomeriggio, ero in una stanza piena di persone, stavo vedendo la tv”. Infine il regista di Manhattan spiega come si è andata a comporre l’accusa di molestie: “Mia aveva detto a Alison, la nervosa baby-sitter della figlia di una sua amica, di fare particolare attenzione; e Alison disse alla sua datrice di lavoro, Casey, che a un certo punto avevo appoggiato la testa in grembo a Dylan. Anche se l’avevo fatto davvero, era una cosa del tutto innocua e non morbosa. Nessuno disse che avevo molestato Dylan ma, quando Casey telefonò a Mia il giorno dopo, riferendole quello che le aveva detto la sua baby-sitter, Mia si precipitò da Dylan. Secondo Monica, un’altra tata, avrebbe detto: ‘L’ho incastrato’. La testa in grembo con il tempo si sarebbe trasformata nelle molestie in soffitta”.

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