Prendere un caffè, farsi una doccia, poter riposare un po’ o mangiare un boccone caldo, ora che le aree di sosta e i punti di ristoro sono chiusi, è diventato un problema per chi, come i camionisti, non solo non si è fermato, ma ha dovuto anche raddoppiare i turni e i chilometri per far fronte alle richieste di cibo e medicine. Così decine di autotrasportatori spagnoli hanno deciso di mettere a disposizione dei colleghi le proprie abitazioni per dare loro un po’ di ristoro, vista la situazione in cui versa la Spagna, ancor più ora che è ben chiaro a tutti che sarà necessario prolungare lo stato di calamità annunciato dal presidente del Governo, Pedro Sánchez, qualche giorno fa.

La situazione di emergenza nel Paese causata dal diffondersi dell’epidemia di coronavirus li ha resi gli unici frequentatori delle strade e delle autostrade del Paese, ma senza la possibilità di fare una sosta. Una situazione pesante per chi ogni giorno deve percorrere centinaia di chilometri in solitaria.

Così è nata una vera e propria rete di sostegno che si è sviluppata in numerose aree del Paese. Sul gruppo Facebook “Camionisti in viaggio” (“Camioneros en ruta”), nato ormai sei anni fa, sono riuniti oltre 52mila membri che pubblicano una media di 170 post al giorno nei quali si dà la disponibilità ad accogliere colleghi, anche solo per qualche ora, o per prendere un caffè prima di rimettersi in cammino.

José Manuel, di León, è uno dei camionisti che ha aperto le porte di casa sua: “Si tratta di una proposta che abbiamo fatto per solidarietà e senso di appartenenza alla stessa categoria, perché conosciamo bene le mancanze nel mondo dei trasporti in condizioni normali, figuriamoci adesso, con la chiusura di bar e ristoranti”, ha dichiarato al sito di El Diario.

Quando i camionisti sono di turno ci pensano i familiari a mantenere attivo il servizio d’ospitalità, conoscendo il protocollo da seguire per accogliere in sicurezza i colleghi dei propri cari. C’è poi chi non è più camionista attivo, è andato in pensione da qualche tempo, ma ha deciso di rendersi comunque disponibile per sostenere gli ex colleghi, specialmente in un momento così difficile.

L’amministratore del gruppo ha così assistito a una grande manifestazione di solidarietà, dichiarandosi profondamente commosso, anche perché si è reso conto di quanto tutti i camionisti sappiano che “specialmente ora, più che mai, è necessario rifornire i supermercati e le farmacie del Paese, affinché al popolo non manchi nulla”.

Le scene dei negozi di alimentari presi d’assalto alle quali abbiamo assistito qui in Italia si sono ripetute negli scorsi giorni in Spagna, dove c’è stata una spasmodica corsa all’approvvigionamento che ha lasciato moltissime persone senza la possibilità di rifornire le proprie dispense, se non dopo parecchie ricerche. In questo contesto il lavoro che stanno svolgendo gli autotrasportatori è quanto mai fondamentale per evitare che aumenti il panico da pandemia e che lo stato di calamità diventi ancor più difficile da sopportare per chi sta cercando di seguire alla lettera le indicazioni del proprio Governo.

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