Ferie forzate per il coronavirus? Sono diverse le aziende ad aver deciso di sospendere le attività produttive ricorrendo appunto alle ferie. Sollevando l’ira dei sindacati, perché sul tema il Protocollo per la sicurezza dei lavoratori appena varato da governo e parti sociali, indica di utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali. Per questo i sindacati Fim-Cisl e Fiom-Cgil scrivono una lettera a Fincantieri e al Ministero del Lavoro per chiedere che sia “immediatamente interrotta l’iniziativa unilaterale dell’azienda di procedere con l’anticipo ferie da parte dei lavoratori e che vengano individuate in maniera condivisa soluzioni alternative”.

La Fincantieri ha sospeso da oggi le attività produttive in tutti gli otto stabilimenti italiani per due settimane, fino al 29 marzo compreso, disponendo la chiusura di tutti i siti di Fincantieri Spa con ricorso a ferie collettive, anticipandole rispetto alla prevista chiusura estiva. Si tratta di circa 8.900 unità direttamente dipendenti cui si somma un indotto di quasi 50mila persone.

Fca, che ha chiuso gli stabilimenti in tutta Europa fino al 27 marzo, “ha accolto la proposta della Fiom insieme alle altre organizzazioni sindacali, sulla base delle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori,”. Lo affermano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive, che valutano “positivamente la decisione di Fca di aver tenuto un confronto costante con le organizzazioni sindacali”. Anche Leonardo ha firmato un Protocollo di gestione dell’emergenza Covid-19 con le organizzazioni sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm che sarà applicato anche nelle società Fata, Lgs, Telespazio, Vitrociset.

Sono tredici i punti del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Il documento indica le misure di precauzione: dagli ingressi in azienda alla gestione delle mense e degli spazi comuni, dai dispositivi di sicurezza fino alla gestione di un eventuale caso. Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del presidente del Consiglio dei ministri, dei ministri dell’Economia, del Lavoro, dello Sviluppo economico e della Salute. E il punto 8 in materia di organizzazione aziendale chiarisce: “Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione“. Solo nel caso in cui l’utilizzo di questi istituti “non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti”.

Per questo Fim e Fiom scrivono a Fincantieri e ministero del Lavoro: “Riteniamo indispensabile che un gruppo come la Fincantieri debba essere esempio di collaborazione e di volontà nell’applicare correttamente il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro, ndr), gli accordi aziendali e le misure che il Governo ha favorito, nel comune intento di salvaguardare la salute, i lavoratori, le produzioni”.

“Chiediamo pertanto – scrivono Fim e Fiom – che sia immediatamente interrotta l’iniziativa unilaterale dell’azienda di procedere con l’anticipo ferie da parte dei lavoratori”. Le sigle segnalano, infine, che “tale iniziativa aziendale rischia di procurare, anche per i tempi e per la modalità di comunicazione, la perdita del reddito per migliaia di lavoratori delle ditte in appalto”. “Tale situazione rischia di essere socialmente insostenibile ed impone risposte immediate”, concludono i sindacati.

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