“Per medici, infermieri e personale che è in giro per occuparsi della nostra salute l’area C sarà aperta e non pagheranno i parcheggi a pagamento blu e gialli”, così il sindaco di Milano Beppe Sala in un videomessaggio pubblicato sui suoi canali social sottolinea alcune scelte fatte dal comune per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Misure che in molti chiedevano e attendevano, tra cui gli esponenti dell’opposizione. Proprio pochi giorni fa, infatti, è stata lanciata una petizione su Change.org, rivolta al primo cittadino, in cui si chiede di rendere gratuite sia le zone di sosta con strisce blu che la zona a traffico limitato per il personale sanitario, in particolare quello impegnato negli ospedali del centro. Alcuni infermieri, infatti, si legge nell’appello, nei primi giorni dell’emergenza avrebbero ricevuto multe per aver parcheggiato a pagamento, nonostante i turni di lavoro intensi e la difficoltà nel prendere mezzi pubblici.

Aprire l’area C a tutti i cittadini, però, non è possibile, come spiega Sala. “Perché non la apriamo? – continua in video il primo cittadino – Perché non vogliamo che la gente, con il fatto che magari non ha molto da fare, venga in centro, si riversi nella città”. Tra le misure prese dall’amministrazione del capoluogo lombardo, anche quella di far lavorare molti dipendenti da casa, tramite lo smart working. “La tecnologia può dare una mano. Lo dico a tutti, chiedete alle vostre aziende di lavorare con questa modalità e alle aziende dico di comportarsi con flessibilità”, continua Sala che lancia anche un appello ai cittadini. “La città mi pare si stia svuotando, ed è un bene. Ma possiamo fare ancora di più perché la prima coda che ci viene chiesta è di evitare socialità e di stare in casa – continua il sindaco – Cambiamo i nostri stili di vita. Si può e si deve, pensiamo in particolare alla salute dei nostri anziani”. Infine Sala lancia un invito ai ragazzi: “State in casa e se è il caso annoiatevi anche un po’. La mia generazione è cresciuta e si è formata anche un po’ annoiandosi”.

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