Il coronavirus non ferma l’istruzione. Nelle zone rosse la didattica si fa online. Per una volta web e social network diventano una risorsa per tutti: presidi, alunni, insegnanti. C’è chi si è organizzato con piattaforme in streaming, chi usa YouTube, chi app dedicate e chi manda i compiti ai genitori dei bambini attraverso le chat di gruppo su Whatsapp. Il ministero dell’Istruzione ha realizzato una pagina web dedicata alla didattica a distanza in collaborazione con l’Indire e in un giorno oltre 2mila docenti hanno partecipato ai seminari interattivi di formazione messi a disposizione. “Una partecipazione che testimonia, ancora una volta, la capacità di reazione da parte della scuola italiana”, ha detto nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina. Un intervento utile per gli insegnanti: “Tra gli undici webinar – spiega Giovanni Biondi, presidente di Indire – abbiamo proposto soluzioni su come realizzare contenuti didattici digitali in formato video, l’uso del cloud, della video-lezione e di piattaforme di formazione, oltre a un focus per i dirigenti scolastici su come fronteggiare l’emergenza e attività dedicate alle piccole scuole. Si tratta di strumenti e metodologie già sperimentati per offrire una didattica digitale funzionale al programma e accessibile ai ragazzi. L’esperienza che stiamo vivendo può contribuire a dare alla scuola una spinta verso l’innovazione che rimarrà anche dopo l’emergenza”.

Le classi virtuali frequentate a Rovigo
In provincia di Rovigo alle scuole medie “Leonardo da Vinci” di Papozze e alla “Marino Marin” di Adria fino a sabato storia, geografia, italiano, matematica, scienze, inglese e francese saranno a portata di clic. Per tutta la settimana i ragazzi potranno seguire le lezioni grazie all’applicazione Google Edu. Google, infatti, mette a disposizione di università e scuole di tutt’Italia questo dominio, un grosso contenitore che comprende una piattaforma chiamata Classroom. Ogni insegnante può aprire la propria classe virtuale e iscrivere gli alunni che possono così frequentare le lezioni online. Viene attivato uno scambio di materiale, ricerche e compiti da assegnare. Il docente può anche correggere i compiti in tempo reale. E’ un dominio protetto dai docenti che iscrivono gli allievi, moderano e amministrano la Classroom. In alcuni casi è persino possibile aprire una chat collettiva per dialogare con gli alunni. Per le classi terze nelle due scuole hanno studiato anche un programma, Meet, per fare delle videoconferenze e sono previste simulazioni delle prove Invalsi. E così nei prossimi giorni gli alunni di prima media studieranno online l’Iliade mentre le seconde approfondiranno l’illuminismo. Per le terze la prof ha preparato lezioni sulla decolonizzazione in Asia. Mentre l’insegnante di matematica lavorerà con le frazioni e sulla simulazione delle prove Invalsi.

A Melzo didattica a distanza anche per le elementari
Non si fermano le lezioni al circolo “Ungaretti” di Melzo. Per i 750 alunni della scuola primaria, secondaria e dell’infanzia la macchina didattica e organizzativa dell’istituto guidata dalla dirigente Stefania Strignano ha messo in atto le lezione sul web. E’ la prima didattica a distanza pensata per le elementari. Prima hanno riflettuto sulla piattaforma giusta, poi hanno fatto un collegio docenti dedicato con webinair e infine hanno preparato le videolezioni. I docenti si sono divisi i compiti per materia e livello, hanno lavorato a tutte le ore per produrre anche un tutorial con spiegazioni e modalità d’accesso alla piattaforma, utile a tutte le famiglie. Nulla è stato lasciato al caso. E’ stato predisposto un vero e proprio orario: quattro collegamenti al giorno per 20 ore settimanali per i ragazzini delle medie e tre collegamenti per 15 ore settimanali per i bambini della scuola primaria. Al via della sperimentazione erano tutti presenti e la prima lezione si è tenuta proprio sul Coronavirus per far capire ai bambini di cosa si tratta e perché non possono andare a scuola. E poi poesie, italiano, scienze e inglese. Entro la settimana è previsto un incontro web anche con i bambini della scuola dell’infanzia: per loro non ci saranno lezioni vere e proprie ma il web sarà un’occasione per ritrovarsi.

Il gemellaggio Vo’-Brindisi
Gemellaggio tra l’istituto “Majorana” di Brindisi e l’istituto comprensivo di Lozzo Atestino di Vo’ dove i ragazzi sono costretti a restare chiusi in casa a causa del Coronavirus. L’idea è del dirigente della scuola pugliese Salvatore Giuliano, ex sottosegretario del ministero dell’Istruzione e apripista in Italia nel campo dell’innovazione. Il capo dell’istituto brindisino conosceva già Alfonso D’Ambrosio, il preside della scuola veneta: scoppiata l’emergenza si sono subito organizzati con una videoconferenza e mettendo a disposizione i rispettivi staff. L’idea è stata quella di condividere una lezione di chimica fatta dagli studenti del “Majorana” attraverso un vero e proprio gemellaggio. Un primo passo per arrivare poi a fare online altre lezioni che i ragazzi di Brindisi stanno preparando per i loro “colleghi” più piccoli.

Tecnologia e lavori del futuro: l’iniziativa a Lodi
A Lodi grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, alcuni dipendenti di Samsung Electronics Italia, collegati da remoto coinvolgeranno un gruppo di studenti del liceo delle scienze umane “Maffeo Vegio” e dell’istituto tecnico industriale ad indirizzo informatico “Alessandro Volta”, in una sessione di formazione a distanza di due ore, durante la quale i giovani potranno confrontarsi con i dipendenti Millennial di Samsung, ascoltare i loro suggerimenti ed esperienze utili ad orientare al meglio il proprio percorso di studi e di lavoro nel futuro. Al contempo gli studenti avranno anche modo di distrarsi dalle contingenze attuali e pensare in maniera concreta alle aspirazioni e allo sviluppo del proprio futuro nel mondo del lavoro. Un gruppo di studenti dell’istituto tecnico industriale, venerdì 6 marzo dalle ore 10, sarà coinvolto in una lezione speciale a distanza del progetto LetsApp Solve for Tomorrow, attività didattica che ha l’obiettivo di sviluppare l’attitudine creativa a risolvere problemi incoraggiando gli studenti a elaborare, grazie alla tecnologia, idee e soluzioni che affrontino questioni sociali. Attraverso una serie di esercizi di gruppo, gli studenti saranno stimolati a identificare le principali problematiche di comunicazione, logistica e relazione dell’esperienza che stanno vivendo da vicino e saranno guidati attraverso strumenti di problem-solving verso l’ideazione di soluzioni innovative.

E-Learning a Busto Arsizio
A Busto Arsizio all’istituto tecnico economico “Enrico Tosi” la dirigente Amanda Ferrario e il collegio docenti hanno approvato le lezioni in e-Learning. Dal 25 febbraio i professori sono collegati con gli studenti che fanno il classico appello per assenze e presenze grazie a sistemi come i Mooc. “Dopo la notizia della sospensione delle lezioni, d’accordo con il mio staff ho convocato d’urgenza il collegio dei docenti – spiega la preside – dando la possibilità ai prof di essere presenti a scuola (divisi nelle aule e a distanza rispettando le norme sanitarie) o collegati da casa. In entrambi i casi, hanno seguito una diretta streaming su Meet, trasmessa dall’aula magna della sede centrale. Tutto era già stato predisposto e reso noto in cloud: proposte, schemi di delibera per l’attivazione della didattica a distanza, registro delle presenze (in entrata e in uscita) con moduli Google. E’ filato tutto liscio come l’olio, come nelle migliori organizzazioni private, e abbiamo fatto un ottimo lavoro, discutendo in presenza ed in chat e trovando soluzioni”.

Didattica sul web: da Milano a Bologna, fino alla Liguria
A Milano agli istituti Zappa, Feltrinelli, Bertarelli, Lagrange e al liceo Berchet si sono organizzati per assicurare lezioni a distanza. Allo Zappa sono andate in onda lezioni in videoconferenza mentre al Bertarelli si è usata la risorsa del registro elettronico: così gli studenti hanno trovato materiali e compiti. Anche a Bologna dal Galvani al Malpighi al “Copernico” al Righi hanno avviato la web didattica. A Sarzana, in Liguria, il dirigente dell’Istituto comprensivo si è dato da fare e proprio sulla sua pagina Facebook scrive: “Il virus non ci ferma. Una settimana di sospensione delle lezioni. Sperando che sia sufficiente e che lunedì prossimo si possa tornare tutti in classe. Nel frattempo ‘non restiamo isolati’! Sono già operativi i gruppi di lavoro che daranno supporto a tutti i colleghi, per trasformare questo momento critico in opportunità. Ho già visto proposte interessanti ma, soprattutto, entusiasmo e grande disponibilità. In parte sono pratiche e tecnologie già diffuse nell’Istituto, ma ora è l’occasione giusta per dare spazio a nuove idee. Teniamo i ragazzi vicini alla scuola, anche se …è chiusa”.

Anche le università si adeguano
Non solo scuola, ma anche università. Da lunedì 2mila studenti e 120 docenti del Politecnico sono collegati con “classi virtuali”. Statale, Bicocca e Bocconi hanno messo in atto un “piano straordinario” di corsi a distanza mentre l’Università Vita Salute del San Raffaele ha predisposto la didattica on line per la sola facoltà di medicina. All’Humanitas corsi in live streaming a cui gli studenti possono accedere tramite la loro piattaforma o anche via app. A Torino al Politecnico, invece, hanno previsto esami per via telematica e a Bologna i corsi di laurea saranno trasmessi grazie alla piattaforma “Microsoft Teams”. I docenti useranno postazioni allestite in aula e i ragazzi potranno seguire da remoto, ascoltando e facendo domande al microfono o via chat. A Padova, infine, usano la piattaforma Moodle e anche esami (anche di laurea) potranno essere sostenuti online.

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