L’Italia costretta ad importarle e l’Organizzazione mondiale della Sanità che si dice “preoccupata” per tutti i Paesi, poiché si tratta di una “grave carenza” con trend in “aumento” capace di compromettere “la capacità di rispondere” all’epidemia di coronavirus. La disponibilità di mascherine è l’ultimo fronte aperto dalla diffusione fuori dalla Cina del Covid-19. Quindi il consiglio: “Aumentare la produzione di almeno il 40%”.

Una difficoltà certificata dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che conferma l’acquisto dal Sudafrica di uno stock di 400mila dispositivi. E anche la necessità di compare ancora: “Ne approvvigioneremo altre 500mila fra un paio di giorni, sempre dallo stesso canale. Le stiamo cercando in tutto il mondo in modo capillare. La Francia ne ha bloccato la vendita, riservandole al proprio interno per il caso di necessità. In Italia non si producono e viviamo di importazione”, ha ammesso Borrelli ricordando il caso di Parigi con la decisione di Emmanuel Macron di sequestrare tutte le mascherine in vendita e in produzione nel territorio francese.

Regione Lombardia ha spiegato in serata di aver ordinato 2,5 milioni di mascherine chirurgiche chiarendo che da oggi “è entrata in vigore l’ordinanza che adempie alle disposizioni dell’Oms” e “consente la mascherina chirurgica come dispositivo di protezione individuale, quindi abbiamo definitivamente risolto la carenza cronica”, ha spiegato l’assessore al Bilancio, Davide Caparini. Già “oltre 350mila sono state consegnate, il doppio sarà consegnato ai presidi ospedalieri entro il fine settimana e quindi sotto questo punto di vista potremmo passare a una programmazione ordinaria. Abbiamo poi inoltrato parecchi ordini per quanto riguardo ai ventilatori polmonari”.

Il problema non è solo italiano. “Siamo preoccupati che la capacità dei Paesi di rispondere all’epidemia di Covid-19 sia compromessa dalla grave carenza, per di più in aumento, di dispositivi di protezione personale – dice Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. La carenza è “causata dalla domanda crescente, dalla corsa all’accumulo e dall’uso improprio“, aggiunge e spiega che “si stima che la fornitura di equipaggiamenti protettivi debba essere aumentata del 40%”.

“Abbiamo invitato i governi a sviluppare incentivi per i produttori affinché aumentino la produzione”, ha rivelato. “Dobbiamo lavorare insieme per garantire a tutti i Paesi di proteggere le persone che proteggono il resto di noi”. Attualmente, infatti, la carenza “sta lasciando medici, infermieri e altri operatori sanitari in prima linea pericolosamente mal equipaggiati”, mentre “i prezzi delle mascherine chirurgiche sono aumentati di sei volte, dei respiratori sono più che triplicati e i camici costano il doppio”.

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