Tutto questo gran putiferio si risolve stando tutti a casa una quindicina di giorni. In casa, senza uscire. Tutti. Una sorta di auto-quarantena di Stato. Due o tre funzioni in servizio e a ciclo (poliziotti, medici…) e gli altri tutti a casa per Decreto. Niente ferie, niente malattia, niente di niente.

Io ci vivo da oltre un decennio così: per lunghissimi periodi sto in casa, senza uscire, non vedo nessuno. Si sta bene, non avete idea quanto. Si rallenta, si studia, ci si riposa. Si sta in famiglia (finalmente!) o da soli (finalmente!). Se poi paghiamo un mutuo trentennale, almeno diamo un senso a una spesa così imponente, che non stando mai a casa non ci godiamo mai.

Ma facciamo di meglio. Non aspettiamo il Decreto. Stiamo a casa per scelta. Due settimane, quando andiamo via ad agosto non succede niente. E per chi non guadagnerà, beh, soldi ben spesi, visto che stando a casa contribuirà a battere il virus terribile che ci sta terrorizzando tutti. Non vi sentite già più… ricchi dentro?

Provateci. Cogliete l’occasione. Uscite dal carnevale del lavoro, della produzione, del consumo. Avrete perfino l’alibi che non si tratta di una scelta, ma di una necessità. Una quindicina di giorni e via, finito il virus. E osserverete che magari… è iniziato qualcosa di nuovo.

Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo.” Blaise Pascal.

Memoriale Coronavirus

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