Tra pubblico e privato. In uno studio vuoto a causa dell’ordinanza del coronavirus, Maria De Filippi è tornata ospite a “Che Tempo Che Fa” da Fabio Fazio. La conduttrice ha raccontato molti aspetti della sua vita pubblica e privata. “Maurizio (Costanzo; ndr) è come gli scoiattoli, un accumulatore seriale ma di panettoni! – ha rivelato la De Filippi -. A Natale ne riceviamo tanti, lui li mette da parte. Poi quando arriva Pasqua, ricomincia a mettere da parte le colombe pasquali”.

Sull’aspetto lavorativo, la conduttrice e produttrice ha raccontato anche degli episodi legati a “C’è Posta per Te”, che racimola record di ascolti sabato dopo sabato, e “Uomini e donne”. “A C’è posta è svenuta una donna e mi ha tirato giù insieme a lei. Stava svenendo, io l’ho capito e ho cercato di aiutarla o almeno di accompagnarla e questa si è aggrappata e mi ha tirato giù”, ha ricordato.

E poi c’è il “problema” Tina Cipollari. La celebre opinionista a quanto pare esagera con i toni e le parole e più volte Maria De Filippi, dietro le quinte, ha cercato di farle capire che non può continuare così. Ma c’è un problema anche di ordine pratico dietro questo “rimprovero”: “Registro tre puntate di Uomini e Donne di seguito nel pomeriggio. Sono 64 minuti per tre. A volte prego Tina di non esagerare perché poi devo tagliare. Tolgo quella parte di programma. Adesso ho trovato una soluzione, che forse avremmo dovuto adottare prima, per non perdere tanto tempo. Le dico: ‘Ti abbasso il microfono’ e le togliamo la voce. Questo succede perché se devo tagliare in montaggio, mancano dei minuti da coprire e sono costretta a rimanere in studio più del necessario per coprire il buco della registrazione”.

Infine l’aneddoto che ha destato più curiosità è stato quello legato a suo fratello Giuseppe, oggi amministratore delegato della Fascino, società di produzione di proprietà della De Filippi in compartecipazione con Mediaset. “Ci sono sette anni di differenza tra me e lui. – ha detto Maria – Per me, era un mito e la sua stanza rappresentava il paradiso, quindi ogni volta che ci entravo mi sembrava di vivere un sogno. Bussavo continuamente alla porta e lui mi diceva di non entrare, l’ho fatto e mi ha sparato. Volevo fregargli i maglioni, volevo stare dove c’era lui. Io lo spiavo anche da un vetro, così lui fece mettere il compensato”.

“Mi ha sparato con il fucile ad aria compressa perché io entravo sempre in camera sua. – ha concluso – Lui mi aveva detto ‘Se entri, ti sparo’. Mi ha sparato con una Diana 16. Un fucile. Mio padre era un cacciatore. Ho anche un buco in fronte. Mi ha preso in fronte con un pallino. Mi ha ferito ma non è successo niente. Se mi prendeva l’occhio era grave”.

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