Che sia per scelta o proprio perché sono chiusi, sembra che gli italiani non abbiano alcuna voglia di frequentare locali pubblici dopo le 18 o sale cinematografiche. E così passano la sera a casa, davanti alla tv. In attesa di aggiornamenti e notizie sul Coronavirus. Nel weekend, gli incassi delle sale cinematografiche italiane sono scesi di quasi un terzo, il 29,91%, nel confronto con lo stesso fine settimana dello scorso anno. La scelta di restare davanti alla tv è cresciuta in maniera netta, in particolare nelle regioni dove maggiore è l’allarme per il Coronavirus, con un picco del +7% nella prima serata in Emilia Romagna.

Nel weekend appena trascorso in ciascun minuto della giornata, in tutta Italia, secondo i dati Auditel, in media hanno guardato la tv 11.262.103 spettatori, il 2,3% in più rispetto al weekend 14-16 febbraio, ovvero 260.805 persone in più rimaste a casa. Un incremento confermato nella fascia della prima serata, quella che dovrebbe subire maggiormente la concorrenza di cinema, spettacoli in genere e incontri conviviali fuori casa: in prima serata nel weekend 21-23 febbraio 25.170.266 persone sono rimaste davanti alla tv, cioè 544.178 in più (+2,2%) rispetto al fine settimana precedente.

L’incremento di pubblico in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, sempre in termini di ascolto medio in ciascun minuto e sempre nell’ultimo weekend rispetto al precedente, supera ovviamente il dato nazionale, come dire che più si percepisce vicino il rischio del Coronavirus più ci si mette comodi davanti alla tv: per limitarsi alla prima serata, in Lombardia il dato è un +3,6%, in Veneto un +5%, in Piemonte un +3,1%. In Emilia Romagna i valori più alti con un + 6,6% nell’intera giornata e un +7% nella prima serata.

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