Una busta paga più pesante per gli assessori della giunta regionale del Piemonte o i consiglieri dell’ufficio di presidenza che hanno a disposizione un’auto di servizio. Quasi mille euro in più esentasse. Era la proposta lanciata in Piemonte dalla Lega e annullata tra le proteste. Al primo esame, lunedì pomeriggio alla prima commissione del Consiglio regionale, il primo firmatario l’ha ritirata dopo un weekend di polemiche e in vista dell’arrivo di Matteo Salvini a Torino. La proposta risale allo scorso autunno quando il capogruppo della Lega al consiglio regionale, Alberto Preioni, ha depositato il progetto di legge con cui si cancella un passaggio in una legge che imponeva dei limiti al rimborso spese, limiti introdotti dopo lo scandalo dei rimborsi gonfiati scoppiato nel 2012. Nella norma post-scandalo la Regione aveva stabilito che “a tutti i membri del consiglio regionale e della giunta regionale è riconosciuto un rimborso spese complessivo mensile di esercizio del mandato pari a 3.500 euro”, una somma che viene incassata esentasse e senza giustificativi di spesa. La legge regionale stabiliva inoltre che quel rimborso forfettario fosse ridotto di un terzo per coloro i quali “utilizzano con continuità un’autovettura di servizio”. Come dire: se usi la tua auto personale noi ti diamo i soldi per benzina e manutenzione, se invece usi l’auto di servizio allora decurtiamo un terzo della somma. La proposta di Preioni, sottoscritta da molti altri consiglieri leghisti, cancellava proprio questo taglio.

A darne notizia sabato è stata l’edizione torinese de La Repubblica e sulle prime Preioni ha smentito il tono dell’articolo ribadendo la correttezza della sua proposta: “La Regione Piemonte non spenderà un euro in più per le indennità della giunta, è previsto il taglio del 10 per cento negli staff di comunicazione degli assessori”, ha subito risposto su Facebook. La sua intenzione era eliminare “la penalità per l’utilizzo dell’auto di servizio” perché ci sarebbe una specie di “anomalia” per la quale i componenti della giunta percepiscono meno dei consiglieri. Nella scheda tecnica che accompagna il progetto di legge viene anche messo per iscritto che “tale disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica regionale” perché verrebbero fatti dei risparmi col taglio del 10 per cento sulle spese per gli staff.

Le opposizioni hanno denunciato la “restaurazione” di antichi privilegi, “una norma che va nella direzione opposta al lavoro degli anni scorsi che ha portato il Piemonte ad avere il Consiglio regionale meno pagato d’Italia”, per dirla con il capogruppo Pd, Domenico Ravetti. “Invece di alzare di mille euro i rimborsi agli assessori sarebbe il caso di ridurli anche ai consiglieri o almeno chiedere che presentino una nota spese! – ha aggiunto Sean Sacco (M5s) – Perché non ha senso dare 3500 euro al mese di rimborsi esentasse pagati dai contribuenti senza sapere se il politico di turno ha sostenuto o meno le spese per cui viene rimborsato”. Il consigliere di Liberi, uguali e verdi Marco Grimaldi si chiedeva invece perché non si aumentassero i budget per sanità, diritto allo studio ed edilizia popolare anziché alzare gli emolumenti. Lunedì mattina Preioni ha ribadito la sua difesa, ma nel pomeriggio, sotto le pressioni di alcuni importanti esponenti della Lega e prima della discussione in commissione, ha ritirato la sua proposta di legge. “Concordiamo sulla necessità di rimodulare gli emolumenti affinché a maggiori responsabilità e compiti corrispondano maggiori riconoscimenti”, sostengono i consiglieri M5s, secondo i quali bisogna “ridurre i compensi dei consiglieri regionali. Non certo aumentare quelli della Giunta come avrebbe voluto la Lega”.

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