Da quando è stata assegnata la scorta alla senatrice Liliana Segre i tweet antisemiti sono triplicati. Lo rileva la Mappa dell’intolleranza ideata da Vox Diritti, l’Osservatorio italiano sui diritti che da cinque anni monitora l’andamento dei linguaggi d’odio sui principali social network. Nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno i tweet di stampo antisemita sono stati 44.448, mentre a marzo e maggio il numero si attestava attorno ai 15mila. In termini percentuali, sul totale dei tweet negativi, si è arrivati al 24,1% rispetto al 10,01% dei mesi precedenti e allo 0,5% registrato nel 2015.

“Una crescita esponenziale preoccupante” commenta Silvia Brena, fondatrice di Vox Diritti, che insieme alle Università di Bari, di Milano (Cattolica e Università degli Studi) e di Roma Sapienza ha curato lo studio attraverso una metodologia innovativa. “Il primo passo è stato la selezione delle parole predittive di odio messa a punto da una squadra di psicologi”. Poi entrano in gioco i sociologi che definiscono una scala di aggressività utilizzata poi dagli informatici per creare un programma di “sentiment analysis” in grado di intercettare e classificare i tweet contenenti messaggi d’odio. La massa di dati raccolta viene poi trasformata in grafici e mappe che permettono di osservare l’andamento dell’hate speech.

“Una volta che abbiamo i dati in mano inizia un’analisi “a valle” per individuare le potenziali connessioni con la cronaca”. E con l’ultima rilevazione effettuata a novembre e dicembre “la relazione tra la cronaca e il linguaggio d’odio è chiarissima”. I picchi dell’ultima rilevazione coincidono proprio con i giorni in cui la senatrice a vita Liliana Segre viene messa sotto scorta. Accade anche nel caso del bambino di origine ebrea vittima di bullismo in una scuola media di Ferrara i 16 aprile 2019. In quel giorno si sono registrati oltre 3mila tweet contro gli ebrei, mentre solamente il giorno prima la cifra non raggiungeva quota cento.

Ma osservando i grafici prodotti dalla Mappa dell’intolleranza sembra emergere una correlazione anche con un certo linguaggio della politica. Il 27 marzo 2019 la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni twitta contro George Soros “Tenetevi i soldi degli usurai, la nostra forza è il popolo italiano”. In quel giorno la curva dei tweet di natura antisemita si impenna superando i 400 tweet. “Un certo linguaggio utilizzato dai politici sdogana certi discorsi d’odio – commenta Silvia Brena – e legittima la discriminazione sulla base di pregiudizi”. L’altro dato interessante è quello che emerge dalla geolocalizzazione dei tweet. Se nelle precedenti analisi i discorsi d’odio si concentravano soprattutto nelle zone con una forte presenza dell’estrema destra come Roma e l’Alto Lazio, nell’ultima rilevazione ha rilevato un’espansione in tutta la Penisola del fenomeno in particolare nell’area nordoccidentale. “Un’ondata che ci preoccupa che se non viene affrontata c’è il rischio che si tramuti anche in crimini d’odio” conclude la fondatrice del progetto facendo riferimento al caso di Mondovì dove la casa di un figlio di una sopravvissuta alla Shoah è stata imbrattata con una svastica: “Siamo ancora in tempo, ma serve l’impegno di tutti”

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