Fratelli non più coltelli. Gabriele e Silvio Muccino hanno fatto finalmente pace. La faida ben poco cinematografica e molto giudiziaria è finita proprio oggi nell’aula di un tribunale. Ed è stato Gabriele a fare un passo indietro dopo che nel 2016 aveva querelato per diffamazione Silvio. Il dietrofront si è verificato oggi durante la prima udienza del processo nato dalla denuncia e che vedeva Silvio imputato, rinviato a giudizio già dal maggio scorso. Il 3 aprile 2016 durante la trasmissione L’Arena di Massimo Giletti il fratello più giovane aveva dichiarato che Gabriele, non presente in studio, aveva aggredito la moglie Elena Majoni nel 2012.

“Sua moglie spesso mi raccontava che lui veniva alle mani ed era violento e aggressivo. Ci sono stati ripetuti episodi di violenza domestica”, aveva raccontato Silvio rievocando un episodio in cui lo schiaffo di Gabriele avrebbe perforato il timpano della moglie Elena. L’attore aveva poi spiegato che “un’estate eravamo nella casa di campagna di Gabriele, lui era nervoso e andò in camera da Elena. Quando mi avvicinai alla porta la vidi uscire con una mano sull’orecchio e le lacrime agli occhi. Non sentiva più niente: uno schiaffo le aveva perforato un timpano e ha dovuto subire una timpano-plastica per riacquisirlo in parte”.

“Il mio assistito ha deciso di ritirare la querela – ha affermato il penalista Carlo Longari che rappresenta la parte civile Gabriele Muccino -. Si è comportato da fratello maggiore chiudendo una vicenda che lo aveva molto ferito”. “La lite tra fratelli è stata composta: adesso potranno continuare la loro professione senza dover comparire in tribunale”, ha aggiunto il difensore di Silvio Muccino, l’avvocato Michele Montesoro.

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