Non c’è storia nel panorama attuale della musica italiana. Ultimo trionfa nella classifica annuale Top Of The Music Fimi/GfK 2019 – che include i canali fisico, digitale e streaming premium – con ben tre album: “Colpa delle favole” (al primo posto), “Peter Pan” (quarto) e “Pianeti” (undicesimo posto). Il golden boy del cantautorato spinge così in alto la musica pop italiana con i Big in evidente affanno. Il rap ormai è una realtà innegabile e non solo grazie allo streaming. Basti pensare al successo di artisti consolidati da anni come Marracash che ormai ha intercettato un pubblico traversale che compra album e non ascolta solo in streaming. Il suo ultimo album “Persona” pubblicato solo lo scorso ottobre, è già al quinto posto della classifica generale degli album del 2019. Il resto del podio è dominato dal rap di Salmo, in seconda posizione con “Playlist Live”, l’artista sardo è anche presente in terza posizione, insieme al collettivo Machete con “Machete Mixtape 4”.

E i Big “storici”? Quelli che qualche anno fa la facevano da padrone nelle classifiche? Si inizia dal sesto posto con Ligabue e il suo album “Start”, segue Fedez con “Paranoia Airlines” al settimo posto c’è Marco Mengoni con “Atlantico On Tour” e al nono “Accetto Miracoli” – dato importante se si considera che è uscito appena lo scorso novembre – di Tiziano Ferro. Chiude la Top Ten l’unica presenza straniera in una classifica tutta italiana, ossia i Queen con la colonna sonora di “Bohemian Rhapsody”. Il dato positivo per la nostra industria musicale è che nella Top Ten della classifica album, che copre il periodo dal 28 dicembre 2018 al 26 dicembre 2019, c’è la presenza di nove artisti italiani. Il risvolto purtroppo negativo è che mancano le donne: bisogna scendere fino al 18esimo posto per trovare Elisa con il suo “Diari aperti (segreti svelati)” e Mina – con Ivano Fossati – al 24esimo posto con “Mina Fossati”, poi si scende ancora al 32esimo posto con Giordana Angi (“Casa”), mentre Emma con “Fortuna” è 60esima. Dati sconfortanti per le nostre artiste italiane, che certamente devono “combattere” non poco per sensibilizzare la propria fanbase all’uso dello streaming. Non va meglio certamente sul fronte delle artiste internazionali: si posiziona al numero 15 la prima artista femminile straniera, Billie Eilish, con “When We all Fall Asleep, Where Do We Go”.

Anche la chart dei singoli più venduti del 2019 è ampiamente dominata dalla musica italiana. Sono solo due i singoli internazionali a conquistare un posto nelle prime dieci posizioni (“Calma Remix” di Pedro Capó al terzo posto e la super hit internazionale “Con calma” di Daddy Yankee feat. Snow al settimo posto). Dunque c’è una chiara e netta inversione di tendenza rispetto ad una lunga stagione di brani internazionali, che dominavano le classifiche dei singoli. Primo tra i singoli digitali (download e streaming premium) è Fred De Palma, che con Ana Mena si piazza al primo posto con “Una volta ancora” che ha totalizzato 160 milioni di streaming in tutto il mondo, 110 milioni di visualizzazioni per il video e record di presenze al numero 1 per 8 settimane nella classifica ufficiale singoli. Seguono “È sempre bello” di Coez e il già citato “Calma (Remix)” di Pedro Capó. Al quarto posto il brano vincitore del Festival di Sanremo 2019 “Soldi” di Mahmood, lo stesso è presente anche al quinto posto con Sfera Ebbasta, Fabri Fibra e Dardust con “Calipso”, al sesto posto uno dei tormentoni estivi dove e quando” di Benji e Fede, al settimo “Con calma”, all’ottavo un altro brano sanremese dello scorso anno “Per un milione” dei Boomdabash, mentre al nono c’è “Jambo” di Giusy Ferreri, Takagi e Ketra e Omi, chiude la classifica il re degli album, Ultimo con la sanremese “I tuoi particolari”. Infine tra i Vinili (mercato che gode ancora oggi di ottima salute) al primo posto è confermato “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd, mentre tra le Compilation impera il Festival di Sanremo 2019.

Questi i nomi, le posizioni e le classifiche. C’è un dato di fatto: lo streaming domina incontrastato i consumi italiani con oltre 37.5 miliardi di stream – sia premium che free – e una crescita del 48% rispetto a un anno fa. Ultimo rappresenta l’ancora di salvezza della musica pop italiana con tutti i suoi album piazzati nella classifica 2019. Un vero e proprio fenomeno che si estende anche nella dimensione Live, se si considera il sold out della tappa finale del tour negli stadi al Circo Massimo (il 19 luglio) con ben nove mesi di anticipo. Poco avvezzo ai media, Ultimo rilascia infatti pochissime interviste, un giusto e dosato uso dei social, dove condivide l’amore per il cibo, il buon vino e la compagnia dei suoi amici, oltre ai viaggi all’estero nelle acque tropicali. Il giovane cantautore insomma è l’anti divo per eccellenza, nonostante abbia solo 23 anni. Eppure le sue parole non solo hanno colmato un evidente vuoto nella musica italiana, ma hanno conquistato migliaia di fan. Il pubblico di Ultimo infatti è trasversale, ai suoi concerti si possono trovare i ventenni, i trentenni, come anche i più piccoli accompagnati dai genitori. E gli altri Big della musica italiana? Per ora stanno a guardare e c’è da dire che ci sono artisti come Tiziano Ferro che tengono botta nonostante l’ondata del rap e della nuova generazione. Colpisce che nella Top Ten degli album non ci siano – per citarne alcuni – cantautori come Cesare Cremonini (con il suo Best Of è 33esimo), mancano anche i mostri sacri come Renato Zero “Zero Il Folle” è al 31esimo posto), a sorpresa Jovanotti con “Jova Beach Party” si posiziona “solo” al 35esimo, “D.O.C.” di Zucchero è 39esimo, infine Eros Ramazzotti si piazza al 62esimo con “Vita ce n’è”.

Il motivo? Sicuramente è cambiata la fruizione della musica da parte di chi la musica la ascolta tutto l’anno. Lo streaming (Spotify impera) ha la meglio sul resto, ma i fedelissimi dei Big della musica italiana preferiscono spesso andare ad ascoltare dal vivo i propri beniamini, oppure acquistare il vinile dell’ultimo album uscito. Nonostante questo si festeggia lo stesso perché la musica italiana dal rap al pop, passando per il cantautorato ha trionfato quest’anno sia negli album che nei singoli, evidenziando un vero e proprio sovranismo (si scherza), dilagante nei gusti musicali degli italiani.

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