È stata “parcheggiata” in un deposito comunale l’edicola confiscata alla mafia e rimossa “a sorpresa” da Borgo Stretto a Pisa a Capodanno. “È ancora integra ma priva dei disegni e delle letterine”, precisa il presidio toscano di Libera che nei giorni scorsi aveva denunciato sulla sua pagina Facebook la rimozione di quello che era diventato un punto di riferimento per i ragazzi della città. E aggiunge: “La scritta che troneggia sopra la sua serranda, ‘Questo è un bene confiscato alla mafia’, ora ha un suono tristemente beffardo e l’effetto di un pugno in pieno stomaco”. A spiegare i motivi della decisione di rimuovere l’edicola era stata l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia: “L’ottimo progetto sperimentale avviato dalla cooperativa Axis, che con Libera aveva avuto il bene già in fase di sequestro, purtroppo non ha funzionato. Così la cooperativa, non potendo sostenerne i costi, ha deciso di rinunciare”. La decisione, quindi, aveva provocato una reazione di decine di persone che avevano dato vita a un presidio di protesta lo scorso 4 gennaio.

Libera ora vuole spiegazioni. Secondo quanto riferito dall’associazione in una lettera aperta al Comune, lo scorso maggio il sindaco Michele Conti davanti a don Luigi Ciotti “aveva promesso che avrebbe trovato una soluzione condivisa che puntasse a valorizzare il progetto e il lavoro fino a quel momento svolto”. Non solo: “Ci aveva peraltro prospettato – precisano Fabrizio Tognoni e Andrea Bigalli, referenti provinciale e regionale di Libera – la possibilità di costruire a spese del Comune un nuovo chiosco, più moderno e accogliente, dove poter coniugare le attività di promozione turistica con quelle del progetto ‘I Saperi della Legalità’. In questo percorso anche l’Università di Pisa aveva fatto la propria parte, mettendosi a disposizione in maniera incondizionata per il progetto“.

I due esponenti di Libera poi respingono “con fermezza le dolorose affermazioni che sono giunte nei giorni scorsi nei nostri confronti: Libera combatte il degrado, non vi convive”. Per poi chiedere a Conti dove sia “stata collocata l’Edicola: è in un deposito, è stata smaltita in una discarica? Appurato dove si trova ci dia la possibilità di recuperare le lettere, i pensieri, i disegni con Falcone e Borsellino e tutti gli altri elaborati che i ragazzi delle scuole di Pisa e provincia avevano lasciato nella teca dell’edicola”. Libera spera ancora in “un incontro con il sindaco in tempi brevi per riprendere e concordare con lei le ipotesi di lavoro che ci aveva ventilato, ovvero la ricollocazione di un nuovo chiosco in piazza Garibaldi o in altre piazze limitrofe, e l’apposizione di un segno visibile che faccia memoria dell’originale collocazione del bene confiscato”.

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