Tre casi di meningite nel Bergamasco: un uomo di 36 anni di Villongo è stato ricoverato ieri in prognosi riservata all’ospedale di Brescia per sepsi da meningococco C. Un’altra ragazza dello stesso paese, di 16 anni, era stata ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il 2 dicembre invece era morta una studentessa di 19 anni, ma non di meningite fulminante come era stato ipotizzato all’inizio. A causare il decesso era stata in realtà “una infezione generalizzata fulminante non prevedibile”, come spiegato dal direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Gianmarco Trivelli.

Dopo il decesso della ragazza era state avviata la profilassi per oltre 400 contatti ed erano state formulate proposte vaccinali per i coetanei delle due studentesse. Secondo gli esperti, il batterio pare sia particolarmente aggressivo e determina infezioni generalizzate molto gravi. “Siamo in stretto contatto con l’Istituto Superiore di Sanità – ha dichiarato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera – con cui abbiamo condiviso le linee d’intervento e gli approfondimenti necessari”.

Dopo il terzo caso registrato a Villongo, il sindaco Maria Ori Belometti e l’assessore Gallera hanno illustrato una serie di azioni messe in campo insieme alle Agenzie di Tutela della Salute di Bergamo, di Brescia e all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Bergamo Est:”Le analisi hanno confermato un nuovo caso di sepsi da meningococco C per un cittadino residente a Villongo. Abbiamo già avviato le profilassi ed estenderemo l’offerta vaccinale fino ai 50enni del paese“. Le operazioni di profilassi antibiotica, ha spiegato l’assessore Gallera, hanno già coinvolto familiari e conoscenti delle persone colpite: “Abbiamo deciso di estendere il piano di offerta vaccinale avviato a seguito dei primi due eventi: stiamo già procedendo a contattare direttamente e personalmente tutti i giovani residenti di età compresa fra gli 11 e 25 anni, ora pensiamo di coinvolgere i medici di base per formulare la proposta di vaccinazione alla popolazione fino a 50 anni”.

Nelle prime settimane di dicembre diversi casi di meningite si sono verificati anche in provincia di Treviso. Il primo è stato un ragazzo di quindici anni, ricoverato all’ospedale Cà Foncello di Treviso: una quarantina di persone, tra familiari e contatti stretti degli studenti, sono stati sottoposti a profilassi dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 2 della Marca Trevigiana. Il ragazzo è ora in via di miglioramento. Il secondo caso è stato un uomo di 42 anni, ricoverato in prognosi riservata con una meningite da pneumococco, insorta come complicazione di un’otite, e infine una donna di 66 anni ricoverata con un’infezione da pneumococco, non rilevante sotto il profilo delle misure di sanità pubblica. Gli esami effettuati dal Reparto di Microbiologia hanno evidenziato che è di tipo Y, che risulta essere il meno aggressivo.

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