Nessun taglio e alcuni aumenti per un totale di circa 90 milioni di euro in più. Si potrebbero riassumere così le misure stanziate nella manovra a favore dei disabili. Quelle che il M5s, con un post sul Blog delle Stelle pubblicato dopo l’approvazione del testo al Senato, ha presentato invece come un “piano record da 1,3 miliardi“. Di tutt’altra opinione sono le associazioni delle persone con disabilità che protestano contro il governo per delle cifre ritenute “insoddisfacenti“. “Avevamo chiesto un incremento ben più ampio per portare il fondo ad almeno 2 miliardi e mezzo”, spiega Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap). Mentre l’ex sottosegretario M5s, Vincenzo Zoccano, attacca con un post su Fb: “Lascio ufficialmente il M5s – scrive – non basta dire di aver aumentato i fondi esistenti se poi le risorse già disponibili vengono spese dal 2016 con criteri obsoleti e quindi mai aggiornati”. Dall’altra parte, Marialucia Lorefice, presidente M5s della commissione Affari sociali alla Camera, sottolinea gli aspetti positivi: “Questa manovra conferma il nostro impegno a favore delle persone con disabilità. Parliamo di un piano straordinario di 1.3 miliardi in 3 anni, che serviranno a finanziare i diversi interventi a sostegno di queste persone, tra cui quelli per migliorare l’accesso al lavoro e per aiutare chi si prende cura di loro (i cosiddetti caregiver familiari)”. A protestare però è anche il Movimento Insegnanti di Sostegno (Misos), che parla di “aspettative tradite“, segnalando come “su 60mila cattedre in deroga, solo mille sono state stabilizzate“.

Il Fondo per il nuovo codice: 29 milioni nel 2020 – La cifra totale di 1,3 miliardi di euro (anche se arrotondata per eccesso) è corretta, ma tiene conto pure dei fondi già stanziati e degli aumenti previsti per gli anni successivi al 2020: per questo alla fine il conto dei soldi in più che arriveranno il prossimo anno non supera i 90 milioni. Di questi, 29 milioni – e non 80 come detto finora dalla viceministra dell’Economia, Laura Castelli – andranno al nuovo Fondo per la disabilità e la non autosufficienza, istituito con la legge di Bilancio. In totale vengono stanziati 529 milioni in tre anni: “Puntiamo a riordinare tutte le politiche in materia di disabilità, così da poter operare all’interno di una cornice più chiara e soprattutto intervenire con maggiore lungimiranza“, spiega Lorefice. L’obiettivo finale è dare attuazione a quel ‘Codice per la disabilità‘ annunciato e promesso dal premier Giuseppe Conte. “Tutti sanno che il premier Conte ha trattenuto a sé la delega sulla disabilità ma che nei fatti, non esercita“, attacca Zoccano, già componente della Direzione nazionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. “Mi spiace sinceramente per la posizione assunta da Zoccano, perché con lui abbiamo lavorato molto bene in passato e ottenuto bei risultati insieme”, replica Lorefice. “Naturalmente non condivido le sue parole: non avere più un ministero dedicato alla disabilità, di cui lui era sottosegretario, non vuol dire metterla ai margini. Anzi – prosegue la presidente della commissione Affari sociali – con i fatti e con una visione della disabilità come tematica trasversale a tutte le altre, stiamo dimostrando l’esatto contrario. Solo per citare un altro esempio in manovra, abbiamo triplicato il fondo dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam) per le iniziative rivolte agli studenti con disabilità e disturbi dell’apprendimento”.

Il Fondo per la non autosufficienza. “Pochi euro al mese” – Inoltre, il governo ha previsto in manovra un aumento di altri 50 milioni di euro (prima si parlava solo di 20) per il Fondo per la non autosufficienza (Fna) che così per l’anno 2020 arriva a valere 621 milioni. Per il presidente della FISH Falabella il risultato è deludente: “Aumentare il Fna di 50 milioni significa pochi euro al mese in più per le famiglie con un disabile grave“. “Sull’attenzione ai temi della disabilità si misura il grado di civiltà di un Paese: Governo e Parlamento insieme stanno facendo di tutto, per quanto riguarda la disabilità ma anche, più in generale, sui temi socio-sanitari, affinché l’espressione ‘nessuno deve rimanere indietro’ non sia mai più soltanto uno slogan“, spiega Lorefice. Nella manovra sono previsti anche 5 milioni di euro in più nel 2020 al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili che arriva così a 71,9 milioni (anche se la viceministra Castelli aveva promesso 150 milioni di aumento in 3 anni). Ci sono poi due milioni in più destinati al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave senza il sostegno della famiglia. Infine, è stato triplicato con altri 1,5 milioni lo stanziamento destinato all’Afam e ci sono 2,2 milioni in tre anni destinati a iniziative specifiche che riguardano ad esempio lo sport e i trasporti.

“Servirebbero almeno 2 miliardi e mezzo di euro” – “Avevamo chiesto di portare il Fondo per la non autosufficienza ad almeno 2 miliardi e mezzo di euro strutturali”, spiega Falabella. “L’altro aumento riguarda invece il nuovo Fondo per la disabilità e la non autosufficienza. Questi 29 milioni – continua il presidente di FISH – si riferiscono alla copertura di spesa del Codice unico della Disabilità: un investimento che in precedenza era stato bloccato dalla Ragioneria dello Stato e che ora invece, per esplicita volontà del premier Conte, è stato inserito direttamente nella legge di Bilancio”. Cosa ritenete non sufficiente? “Quest’anno la legge 68 per il diritto al lavoro è stata finanziata con solo 5 milioni di euro in più, pochissimi. E 12,5 milioni euro sono per le scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità”. Il Blog delle stelle parla di “piano record”, cosa rispondete? “Non siamo per nulla d’accordo. La posizione e le sollecitazioni della FISH che abbiamo riportato ai senatori avevano degli obiettivi diversi: non comprendiamo, ad esempio, le motivazioni che non hanno confermato all’interno del Bonus facciate l’abbattimento delle barriere architettoniche, che comunque non avrebbe comportato nessun aumento di spesa”, risponde Falabella. Cosa volete dire al governo? “Abbiamo individuato una strategia e delle azioni da intraprendere da gennaio 2020 con la cabina di regia presso la Presidenza del consiglio dei ministri per le reali politiche attive a favore dei disabili ma – evidenzia il numero uno della FISH – si rischia di costruire delle norme che senza fondi non avranno un’applicazione concreta. Diamo davvero pari opportunità a tutti, ma si può fare solo con investimenti importanti. Altrimenti continueremo solo a lanciare spot propagandistici, creando situazioni di segregazione sociale”, denuncia Falabella.

Scuola e sostegno. “Stabilizzate solo mille cattedre su 60mila” – Resta deluso anche Ernesto Ciracì, presidente del Movimento Insegnanti Sostegno (MiSos): “Per quanto riguarda l’inclusione scolastica l’unica novità nella legge di Bilancio è la trasformazione in cattedre di diritto di circa mille docenti specializzati sul sostegno, che rappresentano una goccia in un mare tempestoso”. Ciracì racconta che “le nostre aspettative erano ben altre, sono state trasformate (stabilizzate, ndr) solo mille cattedre in organico di diritto a fronte delle circa 60mila cattedre in deroga esistenti. Sono cifre insufficienti che non risolvono i problemi che da anni denunciamo”, aggiunge Ciracì. Secondo MiSos, ad esempio, nella sola provincia di Napoli per la scuola secondaria di secondo grado servirebbero 1.200 docenti specializzati e invece in tutta la Campania gli idonei assunti di ruolo sono meno di 50. “Non ci riteniamo soddisfatti poiché l’anno prossimo ci troveremo con gli stessi gravi disagi”. “Nonostante le sentenze del Tar e della Corte dei conti che hanno ammonito il Miur per la mancata stabilizzazione dei professori, purtroppo c’è il malcostume di voler risparmiare come mero calcolo contabile. Questo va a ledere il diritto degli studenti disabili e per noi è intollerabile”, conclude Ciracì.

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