L’Italia avrà un Codice Unico per le persone con disabilità. Il testo è stato votato mercoledì 12 dicembre dal Consiglio dei Ministri con l’approvazione del decreto Semplificazioni che prevede, tra le varie cose, riassetti normativi, codificazioni di settore, sburocratizzazione delle norme sui lavori pubblici. “E’ una buona notizia ma si tratta solo di una legge delega che dimostra l’attenzione del governo sul tema della disabilità, un Codice ancora da scrivere facendo attenzione ai tanti dettagli e diversi punti da inserire al suo interno. Siamo fiduciosi di essere coinvolti in un lavoro comune e condiviso con il ministro”, ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it il presidente della Federazione delle Associazioni nazionali di persone con disabilità (FAND) Franco Bettoni. “Pur apprezzando”, ha commentato invece il presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH) Vincenzo Falabella, “le prospettive che rilancino i diritti umani dei disabili, ci permettiamo di ricordare che la relativa Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità è già stata ratificata nel 2009 dal nostro paese e rappresenta già il caposaldo e il riferimento per qualsiasi politica e produzione normativa che con quella devono essere congruenti. La stessa Convenzione prevede anche il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei disabili nelle decisioni e nelle politiche che le riguardano”.

Secondo gli addetti ai lavori, l’approvazione del Codice non risulta una decisione inattesa perché il premier, Giuseppe Conte, lo aveva già annunciato personalmente ai presidenti delle maggiori federazioni nazionali che sostengono i disabili, FISH e FAND, e in occasione di una visita alla Comunità di Sant’Egidio a Roma. Anche il ministro della Disabilità e il sottosegretario dello stesso dicastero, Vincenzo Zoccano, avevano assicurato le organizzazioni che avrebbero fatto passare un provvedimento per la creazione di un Codice Unico per i disabili. “Si tratta di un provvedimento che mira ad armonizzare, organizzare e riformare l’intera disciplina in materia, assicurando finalmente alle persone con disabilità tutele effettive e concrete che troppo spesso in questi anni sono mancate” ha dichiarato il ministro Lorenzo Fontana. “Questo Codice non sarà solo un testo ricognitivo, ma sancirà un nuovo approccio al mondo della disabilità, che terrà conto di tutte le esigenze, affettive, relazionali, formative, materiali, delle persone con disabilità, per la prima volta considerate non solo come singoli ma anche in relazione al proprio contesto di vita, in primis la famiglia”. Sul suo profilo Facebook il presidente del Consiglio Conte scrive che il Codice Unico sulle disabilità è “un’ulteriore dimostrazione dell’impegno continuo mio e del governo per un pieno ed effettivo riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità”.

Ma cosa cambierà concretamente per circa 4 milioni e mezzo di persone con disabilità (Fonte: Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane) che vivono in Italia? “Stiamo parlando di una legge delega, è solo un primo passo comunque significativo, ma è tutto ancora da costruire bene nei dettagli. C’è bisogno di dare risposte concrete a chi ha più bisogno, occorre scrivere il testo del nuovo Codice in sinergia tra il ministero e le associazioni interessate”, ha spiegato a ilfattoquotidiano.it Franco Bettoni. La decisione del governo di unificare e semplificare gli aspetti che riguardano i disabili è valutata con positività. “Constatiamo che proseguono le politiche più specifiche che servono urgentemente a sostenere il vasto ed eterogeneo mondo della disabilità. In questo provvedimento ci aspettiamo che verranno accorpati e potenziati tutti gli strumenti attivi per l’inclusione e il sostegno delle persone disabili e le loro famiglie, come ad esempio penso al Dopo di noi, ai trasporti per disabili, al nomenclatore tariffario degli ausili, ai progetti di Vita indipendente, all’inclusione scolastica e lavorativa, ma non solo. Siamo sicuri di essere chiamati per lavorare insieme con il ministro Fontana alla scrittura del primo Codice unico per i disabili nella storia italiana”, ha aggiunto il numero uno della FAND.

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