Quello delle Sardine è un movimento nuovo che merita attenzione e che nessuno dovrebbe commettere l’errore di liquidare così presto come una moda passeggera. Molti fecero lo stesso con il Movimento 5 stelle, e oggi è al governo.

I movimenti di antipolitica non sono una novità e seguono da sempre dinamiche precise. Una fra tutte: crollano quando entrano nelle istituzioni. Questo è normale, perché si passa dall’antipolitica alla politica. Mantenendo uno stile battagliero si può solo ritardare il crollo. Nel frattempo, in linea coi propri ideali, si dovrebbe cercare di cambiare il cambiabile.

Il paragone che viene spontaneo è quello fra le Sardine ed il M5s delle origini, quando prima ancora di entrare in Parlamento riempiva le piazze in tutta Italia con Beppe Grillo.

A leggere i commenti nella pagina Facebook ufficiale e nei gruppi delle Sardine sembra di tornare indietro nel tempo. Ci sono l’entusiasmo, la rabbia non violenta contro la classe politica, la voglia di cambiare e la speranza che diedero vita al M5S.

Qualcuno critica le Sardine perché non hanno una proposta politica. Questo è sbagliato. In questo momento è giusto che siano solo contro qualcosa. La fase iniziale, quella del tutti a casa per intenderci, deve durare più a lungo possibile per continuare a far crescere la passione nelle piazze.

Se le Sardine si lasciano condizionare da questa richiesta di essere pratici e concreti, rischiano di politicizzarsi troppo presto, anticipando l’inevitabile declino di cui abbiamo parlato. Un errore che però già stanno commettendo, vedendo i punti di programma che hanno presentato a Roma. Non è un vero programma, sono idee sommarie buttate lì per correre ad accontentare chi chiede un programma a tutti i costi. Un elenco del genere non soddisfa la richiesta di avere dei punti programmatici e mette in pericolo la credibilità del movimento stesso.

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